Lo scivolone di Michelle Obama: vacanza in Cina a spese dei contribuenti

Il bagaglio che la first lady americana si porta dietro nel suo viaggio in Cina è davvero pesante. E come se non bastassero il tema della guerra dello spionaggio sul web, e quello dello scontro sull’atavica questione della difesa dei diritti umani, nelle valigie in

preparazione oggi, giorno della vigilia, la prima donna della Casa Bianca dovrà stipare anche il corredo delle polemiche interne, intessuto tra recriminazioni e critiche, su costi e benefici della missione di Michelle Obama nel “Celeste Impero”.

E allora, non solo la destra, ma anche il New York Times, seppur per motivi diversi, hanno lanciato strali contro Michelle che domani, assieme alle figlie e alla madre, arriverà a Pechino, restando nel Paese fino al prossimo 26 marzo. Un tour istituzionale che, tra obblighi di sicurezza e cerimoniali, grava sulle tasche dei contribuenti. Non per niente, tra gli altri, il sito conservatore Daily Caller ha attaccato a testa bassa: basta con queste «vacanze di Michelle e famiglia, pagate con il denaro pubblico». Cavalcando la protesta condivisa dai tanti repubblicani, a cui non è andata giù che stavolta, addirittura, la Casa Bianca sia persino arrivata al punto di non rendere noto il costo del viaggio. Una decisione in aperto contrasto con gli obblighi di trasparenza fin qui ossequiati dagli inquilini insigni di Washington, e appesantita non poco da una lista delle spese ad oggi sostenute dallo “Zio Sam” per le altre trasferte della famiglia presidenziale.

Un cahiers de doleances puntualmente stilato dal Daily Caller e che, secondo una stima del Judicial Watch, un osservatorio della capitale americana, addebita alla signora Obama spese pari a 487mila dollari per il viaggio del 2010 in Spagna, e di 424,000 dollari usciti nel 2011 durante la permanenza in Sud Africa. Una contestazione, quella nata in merito a questo nuovo viaggio in Cina – il terzo di Michelle senza il marito – condivisa in maniera assolutamente bipartisan anche a sinistra e, come se non bastasse, sottoscritta persino dai media, delusi dall’annuncio del “significato dell’iniziativa”: la Casa Bianca, ha dichiarato infatti, che il viaggio di Michelle sarà una visita «non politica», sottolineando che si tratterà di uno scambio culturale «tra nazioni e tra popoli sui temi della formazione e della scuola». E anche per questo motivo, dunque, Michelle Obama non darà interviste, e non ha previsto la presenza di reporter americani al seguito. Anzi, sarà addirittura la stessa first lady a documentare il viaggio scrivendo sul suo blog nel sito della Casa Bianca. Un inutile taglio sulle spese, che di sicuro non ha tacitato le proteste e calmierato gli animi…