L’Italicum supera lo scoglio del voto segreto alla Camera. Ma la maggioranza perde numeri

La maggioranza supera lo scoglio del voto segreto sugli emendamenti all’Italucum . Mercoledì 5 marzo ne sono stati  votati sette, tutti relativi all’articolo 1 della legge. La votazione è stata poi sospesa e aggiornata alla mattina di giovedì. Ma la vera notizia è che la maggioranza ha perso numeri. Il primo emendamento votato è stato infatti respinto con 341 no; i voti contrari sono, poi, scesi a 316 su un successivo emendamento non accettato dai relatori. In una votazione a scrutinio palese, la maggioranza può contare su 394 voti. Nella giornata di voto si sono susseguite numerose  dichiarazioni di appoggio all’accordo stabilito tra Pd e FI sulle modifiche all’Italum. «Forza Italia – afferma il consigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti – ha accettato di cambiare ancora una volta il testo della legge elettorale per dimostrare quanto crediamo nel percorso di riforme firmato da Berlusconi, adesso ci aspettiamo dal Pd che la legge va avanti e venga approvata al più presto e si inizia ad parlare dei problemi reali del Paese». Sullo stesso tenore quanto dichiarato da Anna Maria Bernini:  «Abbiamo accettato in modo sofferto e con generosità istituzionale un arretramento rispetto all’accordo annunciato con entusiasmo da Matteo Renzi sulla legge elettorale. Lo abbiamo fatto consapevoli delle difficoltà di Renzi all’interno della sua maggioranza e del suo partito. Ma sia chiaro: non accetteremo che questo arretramento si trasformi in un pantano».

Prese di posizioni analoghe sono venute dal fronte del Pd. «Io credo che in queste ore –  sottolinea il capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali, Emanuele Fiano – i partiti che hanno partecipato all’accordo politico complessivo che ha prodotto il testo della legge elettorale che stiamo votando e ciascun parlamentare che ne fa parte dovrebbero contribuire all’approvazione della legge senza modifiche che esulino dall’accordo generale». Un appoggio all’accordo sull’Italicum è arrivato  anche da un gruppo di senatori Pd. «L’accordo che sta prendendo forma alla Camera rispetto all’emendamento D’Attorre sembra un passo avanti che va nella direzione di quello stretto legame fra legge elettorale e riforme costituzionali che avevamo auspicato»: lo affermano Camilla Fabbri, Massimo Caleo, Stefano Esposito, Francesco Russo, Stefano Vaccari, primi firmatari del documento che la settimana scorsa ha raccolto l’adesione di 25 senatori dem. Sul tena è intervenuto anche Angelino Alfano: «L’Italicum al momento ha un impianto condivisibile  ma alcuni miglioramenti sono possibili al Senato».