La svolta di Don Mazzi: «Chi ha condannato Berlusconi non avrà mai il mio perdono»

«Mai perdono a chi ha condannato Berlusconi. È venuto il momento in cui tutti coloro che hanno giudicato Berlusconi si facciano un serio esame di coscienza su quello che hanno fatto. Sarei capace di perdonare chi ammazza qualcuno se chiede il perdono, ma un magistrato che ha in mano un potere così forte e che lo usa solo per suo interesse, commette un peccato grave». A parlare così è don Antonio Mazzi rispondendo a Klaus Davi nel programma KlausCondicio. E pensare che appena cinque mesi fa, nell’ottobre del 2013, quando si parlava di “umiliare” il Cavaliere con i servizi sociali, lo stesso Don Mazzi si era fatto avanti: «Venga da noi, gli faccio pulire i bagni e raccogliere i pomodori». Un deciso cambio di opinioni, che fa onore al prete tv con spiccate simpatie per il centrosinistra. «Secondo me – ha detto don Mazzi – è stato perseguitato dai magistrati. È una magistratura che ha giocato sull’uomo, come anche in altri casi, diciamocelo. Questa magistratura per certi versi la amo, per altri la critico – ha aggiunto il sacerdote –  è venuto il momento in cui tutti coloro che hanno giudicato Berlusconi si facciano un serio esame di coscienza su quello che ha fatto». Si riferisce alla Boccassini? «Mi riferisco a tutti i magistrati», ha risposto. Alla domanda di Davi se i giudici abbiano commesso peccati contro Silvio, Don Mazzi ha replicato: «Altroché, peccati imperdonabili… Non capisco perché si possano usare attenuanti nei riguardi di pedofili e assassini seriali, e poi ci si accanisca contro Berlusconi. O c’è una linea che al di là della giustizia capisce la storia di ogni uomo e cerca di interpretarla… Ma se la giustizia vale per se stessa, e davanti non ha più una storia o un uomo, ma soltanto una esecuzione fredda, mi spiace, ma io non ci sto». Don Mazzi ha poi risposto «certo» alla domanda se fosse o meno disposto a perdonare il Cavaliere. «Non l’ho mai giudicato, anzi – ha proseguito – io lo assolverei in cinque minuti. L’uomo per un verso è stato sottovalutato, e ha sviluppato la parte più superficiale di se stesso, ma ha grandi qualità e verrà rivalutato».