La strada di Renzi verso l’Italicum è lastricata di trappole. Come quella che gli prepara la Finocchiaro

Non aveva digerito quella battuta acida e maligna di Matteo Renzi, che commentando l’ipotesi di Anna Finocchiaro al Quirinale aveva ricordato la vicenda della scorta utilizzata dalla dirigente del Pd per andare a fare la spesa all’Ikea.  «Una mascalzonata», l’aveva definita la “notabile” dei Democratici, che ora attende Matteo al varco. Al varco dell’Italicum, che a Palazzo Madama potrebbe essere inghiottito da un buco nero. I segnali, in questo senso, ci sono tutti, a giudicare dalle interviste che la Finocchiato rilascia: «Il premio previsto per la Camera sarebbe irragionevole senza prima una riforma del Senato», spiega la presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro, a Repubblica, che invita ad occuparsi dell’Italicum solo dopo aver riformato Palazzo Madama: è la strada “più logica”. «Nella nuova legge elettorale – spiega la presidente – è previsto per la Camera un forte premio di maggioranza. Questo premio è ragionevole se garantisce o in grado di garantire la governabilità». «Nella malaugurata ipotesi in cui si tornasse a votare con il bicameralismo paritario, il sistema elettorale del Senato sarebbe il proporzionale. Quello, insomma, uscito dalla sentenza della Consulta. E questo sistema – continua la senatrice – non garantirebbe la governabilità», con la conseguenza che il premio di maggioranza alla camera sarebbe “irragionevole”. Frenate a parte, c’è anche una questione personale. Quanto al suo rapporto con il premier sottolinea: «La differenza fra me e Renzi è che io potrei essere sua madre e, quindi, ho una pazienza di Giobbe. Non guardo indietro, guardo parecchio avanti. Noi – continua la Finocchiaro – non facciamo imboscate. Quanto a me, nella mia vita ho sempre condotto battaglie alla luce del sole».