La rete antifascista milanese replica se stessa con il solito show: no al convegno di CasaPound

Suonano ormai come un disco rotto le sedicenti “forze democratiche” milanesi. CasaPound Italia, in vista della sua candidatura alle europee, ha organizzato per sabato un convegno con alcuni esponenti di Alba Dorata, intitolato “Le ragioni del popolo greco”. Uno «sfregio» ha tuonato la Rete antifascista locale, aggiungendo che la città «medaglia d’oro della resistenza si appresta nuovamente a essere infangata nella sua storia e nella sua memoria». La faccenda è di una noia mortale. Una noia tale che ormai supera anche il fastidio per quell’arroganza che gli antifascisti manifestano in ogni occasione in cui pretendono di dettare legge su chi può e non può avere agibilità politica. Ovvero sempre. A Milano – ma il discorso vale anche per le altre città d’Italia – questa storia dell’allarme democratico è ormai una barzelletta, basata come la gran parte delle storielle comiche su parossismi e inversioni della realtà. Solo una circostanza impedisce di riderne fino in fondo: il fatto che spesso questa furia censoria non risparmi neanche i morti. Proprio Milano in questo fa scuola. A dicembre un allarme simile fu lanciato per un presunto concerto nazi-rock, che in realtà era solo un omaggio alla memoria di Carlo Venturino, il fondatore della band di musica alternativa Amici del Vento. Sono diventate paradigmatiche, poi, le proteste e le contestazioni che i “bravi democratici” riservano ogni anno al ricordo di Sergio Ramelli, morto nel 1975 per le sprangate in testa che gli furono somministrate da altri “bravi democratici”, proprio in questi giorni: l’aggressione avvenne il 13 marzo.  Non fosse per tanta espressione di disumanità davvero per certi allarmi ci sarebbe solo da sorridere brevemente e sbadigliare a lungo. Come fa ridere e sbadigliare il passaggio del comunicato antifascista sulla conferenza con Alba Dorata, in cui si dice che «l’odio razziale, l’odio per la democrazia Costituzionale, l’odio xenofobo che viene diffuso in questi convegni non sono più tollerabili». Al netto dei ragionamenti sulla violenza politica che trasuda da certe parole, infatti, non si può non riscontrare che siamo fermi al solito, stanco racconto di una destra che non esiste. Un racconto che va avanti identico a se stesso da decenni e che, se oggi si concentra su CasaPound, ieri prendeva di mira i fascisti del Msi e perfino quelli di Alleanza nazionale. Non serve nemmeno più stare qui a spiegare perché e per come si tratta di fantasie di gente che non sa vivere il proprio tempo, perché anche questo – alla fine – ha stancato da restarne sfiniti. Varrà solo la pena ricordare che CasaPound Italia ha già ospitato Alba Dorata nella sua sede romana e che la democrazia italiana sta ancora qua, con tutti i suoi tic e tutti i suoi limiti. E nonostante i tentativi di imbrigliarla puntualmente messi in atto da questi strenui difensori della Costituzione.