La disperazione dei venezuelani passa sotto silenzio, vietato parlar male del “regime rosso”

La protesta si allarga a macchia d’olio, la rabbia e la disperazione crescono a dismisura. Ma di quel dolore, del dolore dei venezuelani, si parla poco perché non è politicamente corretto denuciarlo, lì il regime è comunista e quindi meglio mettere il silenziatore, come sta facendo la gran parte dei giornali di sinistra. Le manifestazioni di protesta di studenti e cittadini (che oggi hanno tentato l’assalto alla vicepresidenza) contro la crisi economica che sta affamando le famglie si susseguono: tutti denunciano la mancanza di sicurezza, l’inflazione e la penuria di molti generi di prima necessità. L’inflazione ha toccato il tetto del 56%, c’è stato un calo del Pil del 4% e il bolivar è stato quasi svalutato del 50%. In un mese di proteste antigovernative sono morte ventuno persone e altre 318 sono rimaste ferite. Nonostante ciò il regime di Maduro parla di piani destabilizzanti messi in atto dall’opposizione e usa ogni mezzo pur di silenziare la piazza. Come è accaduto sabato scorso con la “marcia delle pentole vuote” delle donne antichaviste a Caracas: la manifestazione che doveva concludersi davanti alla sede del ministero dell’Alimentazione è stata impedita da un impressionante dispositivo di blocco delle forze di sicurezza. La situazione diventa sempre più esplosiva, ma i media (come accade da sempre nei confronti dei regimi comunisti dell’America Latina) sembrano non accorgersene e le notizie arrivano col contagocce. Anche oggi è stata una giornata di tensioni. Dopo le casalinghe, gli studenti sono tornati a protestare. Diverse centinaia di medici e universitari iscritti alla facoltà di medicina sono scesi in piazza a Caracas per denunciare le carenze del servizio sanitario nazionale, mentre i sostenitori del governo sfilavano in suo sostegno. Vestiti di bianco e con una grande bandiera del Venezuela, medici e studenti hanno tentato di raggiungere la sede della vicepresidenza, nel centro della città a maggioranza “chavista”, ma le forze dell’ordine lo hanno impedito, affermando che la manifestazione non era autorizzata. A qualche isolato di distanza diverse centinaia di lavoratori e comitati di salute hanno sfilato senza restrizioni prima di essere ricevuti al palazzo presidenziale di Miraflores dal presidente Nicolas Maduro, in occasione della Giornata della Medicina. La strategia del regime si estrinseca anche in questo: tenta di bilanciare le proteste con manifestazioni di consenso studiate a tavolino.