Kiev: «La Russia ha attaccato una nostra base in Crimea». E Mosca prepara nuove esercitazioni

Giornata ad altissima tensione nella crisi ucraina: da più parti sono arrivate notizie di assalti alle basi militari di Kiev e di manovre ed esercitazioni di Mosca. Secondo quanto riferito dal portavoce del ministro della Difesa ucraino, Vladislav Seleznev, soldati russi hanno attaccato una base della Marina a Novoozerne, nell’ovest della Crimea, sfondando il cancello con un trattore e fermandosi solo quando si sono trovati di fronte i militari ucraini armati. In mattinata, invece, secondo quanto riferito dall’agenzia Itar-Tass, centinaia di manifestanti filo-russi avevano assaltato lo stato maggiore della marina di Sebastopoli, cacciando i soldati ucraini. Sul posto, per partecipare ai negoziati, era arrivato anche il comandante della flotta russa del Mar Nero, Alexander Vitko, mentre il comandante della base, l’ucraino Serghiei Gaiduk, secondo quanto riferito da alcuni organi di stampa, sarebbe stato preso in custodia da agenti dell’Fsb, i servizi segreti russi. Inoltre, l’agenzia Interfax, citando il ministero della Difesa russo, ha riferito che oltre 5mila artiglieri delle truppe aviotrasportate prenderanno parte alle esercitazioni di tiro in otto regioni russe, compresi i territori al confine con la Crimea. Le manovre dureranno da 45 giorni a due mesi ed è previsto l’uso di oltre mille mezzi militari, tra blindati e pezzi di artiglieria. In questo contesto, il premier ucraino Arseni Iatseniuk ha annunciato la volontà di inviare da subito il suo primo vice, Vitali Iarema, e il ministro della Difesa, Igor Teniukh, in Crimea per «prevenire una escalation del conflitto e la sua trasformazione in un conflitto militare». «Non sono i benvenuti, nessuno li farà entrare e li rimanderemo da dove vengono», è stata la risposta del premier di Crimea Serghei Aksinov. Simferopoli ha incassato anche il via libera della Corte costituzionale russa, per la quale l’ammissione alla Federazione «è conforme alla costituzione russa». L’Occidente studia le contromosse. L’Ucraina sarà al centro del Consiglio europeo fissato per domani e dopo domani, anche se secondo l’ordine del giorno avrebbe dovuto occuparsi prevalentemente di temi economici. E mentre arriva la notizia di una visita di Ban Ki-Moon a Mosca, fissata per domani, tra Cremlino e Ue è botta e risposta su una missione in Russia del presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, che si sarebbe dovuta svolgere proprio alla vigilia del vertice. Secondo il ministero degli Esteri russo sarebbe stata bloccata dai «suoi», ovvero dall’Europa, per impedirgli di constatare direttamente i fatti. «Il loro ragionamento è questo: perchè lui deve sapere la verità se tutto è già deciso?”, si leggeva in una nota di Mosca. «Disinformazione», è stata la replica informale di Bruxelles, dalle cui fonti diplomatiche trapela un’altra versione: la visita «era un’opzione sul tavolo che però non era mai stata confermata».