Isabella Rauti a Fiuggi: dopo 19 anni, mi riconcilio con la destra

Sale sul palco e parla pochi minuti. Giusto il tempo per spiegare alla platea che nell’avventura di questa destra che riparte anche lei si sente in cammino. Diciannove anni fa – spiega Isabella Rauti – non fu così. Quella svolta fu un trauma personale e familiare. Pino Rauti non aderì ad Alleanza nazionale e lasciò il Msi morente per rifondare altrove, senza fortuna, la Fiamma. La figlia Isabella lo seguì in quella scissione,dove la politica si legava all’orgoglio e anche un po’ alla nostalgia di un passato ormai consegnato alla storia. E ancora Rauti è stato protagonista della storia della destra nel giorno del suo funerale nella chiesa di San Marco a Roma, nel novembre del 2012. Una pagina che secondo Nicola Rao, autore della trilogia La Fiamma e la Celtica in questi giorni in libreria, mise la parola fine alla storia della vecchia destra con le dure contestazioni a Gianfranco Fini.

Adesso si riparte e c’è anche Isabella Rauti. Anche lei parla di Europa, dell’Europa come idea da salvare e degli eurocrati da combattere. “Questa Europa – dice – può diventare l’Europa che ci hanno insegnato i nostri padri, questa Europa tedesca non è la nostra ma un’altra Europa è possibile, c’è bisogno di più Italia in Europa e io credo che c’è spazio oltre che in Europa anche in Italia per una forza identitaria come la nostra, una forza né conservatrice né reazionaria, fiera delle sue radici, che sappia intrecciare radici e futuro. Non ci interssa né essere estremisti né essere moderati. Ma ci interessa intercettare i bisogni delle persone e avere le soluzioni per rispondere a questa società liquida”.