In Piemonte la sfida a Chiamparino (Pd) è in ordine sparso. Per ora

Ugualmente difficile la sfida, in Piemonte, da parte del centrodestra al candidato del centrosinistra Sergio Chiamparino, favorito nei sondaggi. Per la corsa a presidente della Regione sarebbe Silvio Berlusconi in persona a sondare in queste ore l’ipotesi di presentare alle altre forze del centrodestra un giovane imprenditore che non sia espressione di Forza Italia né di altri partiti. Obiettivo, evitare lo “spezzatino” che al momento si prospetta nello schieramento avverso a Chiamparino: da un lato gli azzurri che puntano sul loro coordinatore regionale Gilberto Pichetto, dall’altro Fratelli d’Italia e Nuovo Centrodestra che hanno annunciato le primarie il 6 aprile mettendo in campo rispettivamente il coordinatore nazionale Guido Crosetto e il consigliere regionale uscente Giampiero Leo, mentre la Lega è ancora indecisa ma potrebbe correre sola. «Cercare una soluzione che metta d’accordo tutti e tenere aperto un ragionamento di coalizione – dicono i forzisti piemontesi – potrebbe avere un senso». Non a caso Pichetto, che dovrebbe avere a breve il via libera alla formalizzazione della sua candidatura, non l’ha ancora fatto. E a Roma proprio in queste ore Giovanni Toti, consigliere politico di Berlusconi, e il numero uno di Ncd, Angelino Alfano, starebbero lavorando per far uscire dal cappello il nome in grado di riunire se non tutto il centrodestra piemontese, almeno la parte che loro rappresentano. «Da Forza Italia – rimarca il coordinatore piemontese di Fdi, Agostino Ghiglia – ce ne siamo andati perché non condividevamo i candidati creati in provetta, che non sono espressione del territorio. Dubito molto che dal cilindro di Berlusconi possa uscire una personalità tale da farci cambiare idea. Anche perché conosco Torino e il Piemonte meglio di lui, e Babbo Natale non l’abbiamo ancora trovato. Se poi Berlusconi in persona chiama i miei capi e li convince… io sono per la realpolitik. Noi andiamo avanti con le primarie del 6 aprile».