Il Papa riceve anche i parlamentari e lancia un monito contro la corruzione: «L’antidoto è stare con la gente»

A breve distanza dall’incontro con il presidente Obama, il pontefice ha accolto nella basilica di San Pietro i parlamentari italiani. Diverse centinaia, tra deputati e senatori, e molti ministri dell’esecutivo Renzi, hanno ascoltato assorti la parola del Vangelo riletta nell’omelia di Papa Bergoglio:

dal presidente del senato Grasso a quello della Camera, Laura Boldrini, fino ai ministri Alfano, Maria Elena Boschi, Stefania Giannini, Maurizio Lupi, Andrea Orlando, Marianna Madia, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Un uditorio istituzionale al quale il pontefice si è rivolto lanciando subito un appassionato monito contro la corruzione. «Una classe dirigenziale che si è allontanata dal popolo – ha tuonato Bergoglio – che si è chiusa nel proprio gruppo, partito, nelle lotte interne, diventa gente dal cuore indurito: e da peccatori diventano corrotti». O meglio: commentando nella sua predica i brani evangelici, il Papa ha ricordato come il «popolo di Dio fosse solo», mentre i componenti della «classe dirigenziale erano chiusi nelle loro idee, nella loro pastorale, nella loro ideologia».

Parole in cui tutti i presenti hanno colto un forte allarme: e così, quando Papa Francesco, parlando della classe dirigente ai tempi di Gesù, ha sottolineato come fosse composta da persone «che hanno sbagliato strada. Che hanno fatto resistenza alla salvezza d’amore del Signore, scivolando così da una teologia di fede a una teologia del dovere», non è difficile leggere tra le righe del non detto l’implicito richiamo rivolto alla platea parlamentare ad essere sempre attenti all’ascolto dei più bisognosi, evitando di chiudersi nella dimensione del dovere, perché allontana dalla realtà e indurisce le persone. «Hanno rifiutato l’amore del Signore – ha infatti sottolineato Bergoglio – e questo rifiuto ha fatto sì che loro fossero su una strada che non era quella della dialettica della libertà che offriva il Signore, ma quella della logica della necessità, dove non c’è posto per il Signore».

Un’omelia di grande impatto emotivo, e dall’intrinseco significato simbolico, racchiusa in un racconto che, tra denuncia e monito, ha emblematicamente centrato i punti nevralgici della nostra società, rimessi al centro dell’attualità attraverso la metafora evangelica. Una predica che – e non poteva essere diversamente – si è conclusa con l’esortazione al pentimento e al ravvedimento. Ma secondo il pontefice «per un corrotto è molto difficile riuscire a tornare indietro perché è fermo nel proprio erroe; il peccatore, invece, può redimersi e cercare il perdono». Per questo – ha chiuso la sua vibrante omelia Papa Bergoglio – «preghiamo il Signore che ci dia la grazia di andare sempre per la strada della salvezza, che viene soltanto da Dio e dalla fede.

«Un messaggio potente, quello del papa, che come sempre non fa sconti a nessuno: ha parlato, come ha detto lui, alla classe dirigenziale, e lo ha fatto in modo efficace con la sua semplicità, che però arriva al cuore dei problemi», è stato allora il commento a caldo della presidente della Camera, Laura Boldrini, alle parole che papa Francesco ha rivolto ai politici italiani durante la messa nella basilica di San Pietro. Impressione condivisa e confermata anche dal ministro Lupi che, al termine della celebrazione papale, ha evidenziato come quanto detto durante la Messa dal pontefice sia sembrato «un forte richiamo a tutti noi, e in particolare a chi, come noi, rappresenta le istituzioni al governo e in Parlamento». Di più: Lupi ha rimarcato la «semplicità» e la «forza» nel richiamo che il Papa ha fatto nell’omelia, «in maniera molto netta sulla distinzione tra il peccatore e il corrotto: sei corrotto quando ti allontani dalle radici, per cui fai le cose con la presunzione, mentre il peccatore è sempre accolto dalla misericordia di Dio».

E tra posizioni comuni e impressioni diverse, tutti – passaggi e metafore a parte – sono comunque rimasti profondamente colpiti dall’invito di Papa Francesco – che poi esprime il fulcro del suo pontificato – a non limitarsi semplicemente ad osservare il Vangelo, ma a viverlo nell’operato di tutti i giorni.