Il Jobs Act arriva mercoledì. Ma nessuno sa con quali soldi sarà finanziato

I sindacati, l’Abi, il presidente della Repubblica. Da tutti è arrivato un appello a fare presto e bene sul lavoro. «Non possiamo sopportare ancora a lungo una tendenza crescente alla disoccupazione, soprattutto giovanile», ha detto Giorgio Napolitano che, in visita a Tirana, si è rivolto anche all’Europa affinché «metta l’accento sulla prospettiva del rilancio e dello sviluppo». Matteo Renzi ha annunciato che il Jobs Act sarà presentato mercoledì, insieme al piano casa, che invece avrebbe dovuto essere messo sul tavolo già venerdì, e alle misure per la scuola. «È il momento più difficile da 30 anni per chi perde il posto di lavoro. Dobbiamo cercare di fare uno sforzo vero», ha detto il premier da Siracusa, dove ha incontrato i sindaci. Ma intorno al provvedimento, ad oggi, resiste una incertezza totale, come ha sottolineato Renato Brunetta. «Nessuno conosce il Jobs Act, aspettiamo che il povero Renzi produca degli atti che abbiano un articolato, coperture finanziarie e che contengano un percorso da discutere alla Camera e al Senato», ha detto il capogruppo di Forza Italia alla Camera, aggiungendo che «prima di allora penso sia ingeneroso e scorretto nei confronti dell’opinione pubblica discutere di cose che non esistono». È stato poi Raffaele Bonanni a sottolineare che, allo stato attuale, «il governo non ha deciso nulla se non di intervenire su un area delicata, come quella degli ammortizzatori sociali, ma le cifre finora uscite sugli ammortizzatori sono taroccate». «L’esecutivo, con il ministro del lavoro Giuliano Poletti, sta ascoltando le parti sociali», ha spiegato il segretario della Cisl, reduce proprio da un incontro con Poletti. «Il ministro – ha proseguito Bonanni – ha il problema di far bastare i soldi ed estendere le tutele, lo stesso problema che abbiamo noi. Ma stravolgere il sistema significa peggiorare la situazione. Spero che il governo faccia come prima operazione la riduzione delle tasse sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione per rilanciare i consumi. È l’unico colpo che abbiamo». E sul tema del lavoro si è soffermato anche il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che a sua volta ieri aveva incontrato Poletti, oltre al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. «Il fenomeno della sottoccupazione illegale mi preoccupa moltissimo, si va dilatando in questa fase di crisi per motivi di sopravvivenza. È un ammortizzatore sociale non auspicabile», ha detto Patuelli, partecipando a una tavola rotonda. Per il presidente dell’Abi, che ha fatto riferimento soprattutto all’occupazione giovanile, «la Repubblica deve fare un passo non solo per la repressione, ma anche per incoraggiare i datori di lavoro, attraverso incentivi fiscali, ad avere un interesse a favorire l’emersione di questo fenomeno. Bisogna che la Repubblica faccia di più con incentivi alla nuova occupazione e – ha concluso – con il superamento di un pregiudizio di contabilità».