Il fronte pro-eutanasia bussa al Colle. Napolitano risponde: «Richiamerò l’attenzione del Parlamento»

Il tema dell’eutanasia deve tornare nel dibattito politico e parlamentare italiano. A farsi sponsor di questa posizione è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, Carlo Troilo, in occasione

di una conferenza stampa convocata per chiedere l’avvio di una indagine parlamentare su cosa avviene in Italia e la ripresa della discussione sui progetti di legge sul fine vita. «Il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee su questa materia», ha scritto il capo dello Stato, aggiungendo che «richiamerò su tale esigenza l’attenzione del Parlamento». «Drammatici nella loro obiettiva eloquenza sono d’altronde i dati resi noti da diversi istituti che seguono il fenomeno della condizione estrema di migliaia di malati in Italia», ha proseguito Napolitano, spiegando nella conclusione del messaggio che «sento profondamente la drammaticità del travaglio che hanno vissuto altri partecipanti alla conferenza stampa per le disperate vicende dei loro cari». All’incontro, oltre alla storia di Carlo Troilo – il cui fratello Michele, malato terminale di leucemia, si suicidò dieci anni fa proprio il 18 marzo – sono state presentate anche altre esperienze simili, che hanno coinvolto personaggi noti. Chiara Rapaccini, compagna di Mario Monicelli, Francesco Lizzani, figlio di Carlo, Luciana Castellina, compagna di Lucio Magri, e Mina Welby, moglie di Piergiorgio, si sono fatti testimonial della campagna per legalizzare l’eutanasia. Per promuoverla hanno realizzato anche dei videomessaggi, che si affiancano a quelli di Umberto Veronesi e Beppino Englaro. Proprio la vicenda di Eluana Englaro rappresenta l’ultimo momento in cui il tema è stato così prepotentemente al centro del dibattito. Non è un caso: lo scontro politico e ideologico che si consumò sulla storia di quella ragazza toccò picchi così elevati da rendere impossibile qualsiasi forma di confronto, per dirla con le parole di Napolitano, «sereno e approfondito». Ora, l’annuncio di questo richiamo alle Camere da parte del capo dello Stato inevitabilmente riporta in primo piano la questione del fine vita, in un momento in cui le preoccupanti esperienze europee degli ultimi tempi, come la legge belga che ha aperto all’eutanasia dei bambini di qualsiasi età, invitano a muoversi con una estrema cautela.