Il congresso di FdI dà nuova linfa al centrodestra e risponde al duo Renzi-De Mita

Immagini suggestive negli interventi dei delegati, c’è chi parla di un ritorno non nostalgico a Itaca e chi chiede di oltrepassare le colonne d’Ercole, chi dice di aver ritrovato la sua casa e chi invece sostiene che la casa c’è sempre stata ma che bisogna renderla forte, in grado di superare qualsiasi terremoto politico. Il congresso di Fratelli d’Italia, al di là dei contenuti e delle proposte venute fuori dal dibattito e lanciate dai leader del partito, ha avuto il merito di dimostrare che non può esistere un centrodestra senza destra, sarebbe un controsenso. Anzi, lo è stato per troppo tempo, perché il recinto dell’unanimismo connaturato al partito unico si è rotto in ogni legislatura, con conseguenze pesanti. Ed è anche un boomerang. Se infatti è giusto riunire le varie anime in una coalizione per affrontare le battaglie elettorali e l’azione di governo, è altrettanto giusto che ogni anima sia rappresentata e porti il suo contributo di idee e di tradizioni. Un altro merito del congresso di Fratelli d’Italia è aver chiarito che il nuovo in politica non è garantito dai dati anagrafici ma dalla capacità di portare avanti un’azione “rivoluzionaria”, una linea incisiva che riesca a rovesciare il tavolo, invertendo la rotta per non finire come la nave Concordia. E qui emerge la differenza con il falso nuovismo di Renzi, il nuovismo rottamatore a singhiozzo, fatto di passeggiate in bicicletta e camicie con le maniche rimboccate, di look alla Fonzie e di bambini “costretti” a cantare le canzoncine di sostegno. Un nuovismo, quello di Renzi, che però non ha uno straccio di idea forte, che ha ripresentato nel suo esecutivo le stesse facce del governo Letta e che si appresta a candidare alle europee il giovanissimo Ciriaco De Mita, 86 anni, simbolo della prima Repubblica nonché della vecchia (e peggiore) politica. Solo una strategia studiata a tavolino, con lo stesso De Mita dirottato in un listone centrista, potrebbe evitare la figuraccia al premier. Ma non a cancellare lo scivolone, visto che ormai la notizia è rimbalzata ovunque, giungendo anche a Fiuggi. In tutta quest’ottica, il congresso di Fratelli d’Italia va considerato – da tutto il centrodestra – un arricchimento così come dai delegati è considerato un punto di partenza. Una coalizione che non ritrovi nuova linfa e nuovi entusiasmi è destinata ad affogare nel grigiore. Il congresso di Fiuggi ha messo un punto fermo, ora tocca alle altre forze politiche. Al di là dei ritorni a Itaca e delle colonne d’Ercole.