I commessi dell’Ars sono una “casta”? Giletti ne parla e il sindacato insorge

Massimo Giletti e la sua Arena fanno arrabbiare il sindacato dell’Assemblea siciliana, quel parlamentino regionale in cui in virtù dello Statuto speciale i consiglieri si chiamano deputati e la macchina amministrativa è equiparata a quella del Senato dal punto di vista giuridico ed economico, con tutto ciò che questo comporta in termini di emolumenti. Proprio quest’ultimo aspetto è finito varie volte nel mirino della trasmissione del pomeriggio domenicale di Rai1, complice anche l’infelice e poi smentita lamentela dell’assessore regionale al Lavoro Ester Bonafede dell’Udc, che qualche settimana fa disse di trovare paradossale guadagnare meno del suo «capo di gabinetto, di un deputato (regionale, ndr) e, in certi casi, perfino di un commesso». Ora, posto che l’assessore guadagna 5400 euro al mese, una qualche curiosità su quanto guadagni un commesso c’era pure da aspettarsela, tanto più in tempi di crisi, spending review e indignazioni diffuse che, va detto, tanto fanno salire l’audience. Secondo il sindacato Osa, però, quella in atto su Rai1 sarebbe una «campagna di denigrazione e delegittimazione» bella e buona, perché – dice l’organizzazione – «la trasmissione da mesi viene utilizzata sistematicamente come maldestro grimaldello della più squallida demagogia contro i presunti privilegi retributivi che vigono all’interno di Palazzo dei Normanni, utilizzando dati falsi e tendenziosi senza che peraltro ad alcuna organizzazione sindacale presente in Assemblea sia mai stata offerta la possibilità di un pur minimo contraddittorio». L’Osa prosegue ricordando che «si è passati così dai 7mila euro mensili percepiti da un assistente parlamentare (alias usciere per Giletti & company) nella puntata del 9 dicembre 2012 ai 14mila euro della puntata del 2 marzo scorso per inscenare, quindi, una patetica caccia al dipendente nel piazzale antistante al Palazzo per chiedere conferma riguardo alle cifre degli emolumenti pubblicati sul sito web dell’Assemblea». Lo stile Iene o Striscia la notizia, insomma, non piace dalle parti dell’Ars, perché – è l’allarme lanciato dal sindacato – «le provocazioni di Giletti e di certi settori della politica hanno già creato un clima d’intimidazione e di minaccia nei confronti dei dipendenti dell’Ars che, fortunatamente, per adesso si sono fermate a un innocuo florilegio di epiteti verbali». «Aizzare ulteriormente le piazze, utilizzando falsità a bella posta, non può non portare a episodi gravemente incontrollabili in presenza dei quali il sindacato procederà senza tentennamenti nelle sedi legali opportune», prosegue il sindacato, che però nel dettaglio delle cifre non si avventura. E allora non resta che affidarsi al sito, come la stessa Osa suggerisce. Sulla pagina dell’Ars le cifre ci sono, ma come spesso capita per la sezione “trasparenza” delle pubbliche amministrazioni non sono chiarissime, soprattutto per quanto riguarda le competenze. Se, infatti, è chiaro quale figura sia lo stenografo non altrettanto si può dire per il coadiutore parlamentare, ma tant’è. Il primo come stipendio mensile «iniziale» guadagna 2190 euro al mese netti, il secondo 1600. Cifre in effetti molto lontane da quelle indicate in trasmissione, sebbene piuttosto al di sopra di quelle di “mercato”. La situazione, però, cambia se ci si mette l’anzianità. Dopo vent’anni di servizio il primo guadagna 4973 euro, mentre il secondo arriva a 3510. E poiché si tratta di netti, il lordo inizia a non discostarsi troppo dai 7mila ipotizzati all’Arena. Se poi ci si sposta sui trent’anni di anzianità si arriva a 6181 euro e 4318. E non si tratta dei compensi più alti, perché un consigliere parlamentare della Regione siciliana di euro al mese ne guadagna 8818, senza comprendere – come spiega una nota – «gli assegni di anzianità previsti al compimento del 21° e del 27° anno di servizio, pari ciascuno a 1/10 di maggiorazione». Non male, anche per chi lavora da trent’anni, soprattutto se si considera che difficilmente fuori dal Palazzo si possono raggiungere cifre simili.