Gli intoccabili del Pd. Il j’accuse di Nunzia De Girolamo: basta con la doppia morale

Garantismo a orologeria e doppia morale della sinistra vecchia e nuovo: la difesa oltranza dei quattro sottosegretari del Pd indagati a vario titolo da parte del ministro Boschi fa a cazzotti con il trattamento riservato all’alfaniano Antonio Gentile, costretto a dimettersi nel giro di quarantotto’ore per lo “scandalo” delle presunte pressioni fatte a un quotidiano calabrese per non pubblicare notizie riguardanti indagini sul figlio. Lo storico vizio della gauche italiana, forcaiola con gli avversari e portabandiera del diritto alla presunzione d’innocenza con i suoi, è finito nel mirino di Nunzia De Girolamo, neo-capogruppo del Nuovo Centrodestra, costretta due mesi fa a lasciare tra le lacrime il ministero dell’Agricoltura senza nemmeno aver ricevuto un avviso di garanzia. Scaricata dal governo Letta, oggetto di un linciaggio trasversale, decise di lasciare perché – disse nel suo intervento in un’Aula deserta –«la mia onorabilità vale più di tutto». Bastarono voci, colloqui telefonici rubati, l’ipotesi di pressioni su alcune assunzione nell’ambito della sanità beneventana per impallinare il ministro di Centrodestra mentre le indagini delle procure sui quattro dem promossi dal governo Renzi non meritano nemmeno una riflessione pubblica. «Noi abbiamo dato la fiducia al governo Renzi perché speriamo possa cambiare il paese», dice la grintosa deputata beneventana tallonando il premier perché mantenga gli impegni e si decida rottamare la doppia morale del Pd». Da garantista doc (con tutti «con gli amici e con gli avversari») dice di apprezzare il gesto di grande responsabilità e «trasparenza» del collega Gentile». Riavvogendo il nastro, però, le cronache raccontano una sinistra che non ha resistito alla tentazione di processare politicamente e moralmente gli avversari senza aspettare che la giustizia facesse il suo corso, che è stato il ritornello ripetuto quando era in gioco la credibilità della magistratura amica. «Valgono gli esempi di Berlusconi, il mio personale e quello di tanti altri», dice accendendo i riflettori sulle storture degli ultimi vent’anni sul terreno della giustizia, «che vanno rimosse con coraggio e senso dell’equilibrio». Finita anche nel mirino del gossip per il matrimonio “politicamente scorretto”, la bella Nunzia ricorda le dimissioni come un momento «molto difficile della mia vita». Usata dai renziani per far saltare Letta?, chiede l’intervistatore; «Se me lo domanda è perché forse molti ancora se lo chiedono».