Giustizia in ginocchio, a Roma i processi si faranno a “numero chiuso”

La mancanza di personale, il numero esiguo di impiegati con cui il tribunale di Roma, il più grande d’Europa, deve fare i conti oramai da qualche anno ha portato ad una scelta drastica: i processi che si celebrano a piazzale Clodio diventeranno a numero chiuso. Non più di 12 mila l’anno. A renderlo noto è un articolo apparso sul Corriere della Sera. Una situazione complessa che trova conferma nelle parole del ministro della Giustizia, Andrea Orlando che ha avuto incontri con il capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone e con quello di Milano, Edmondo Bruti Liberati. «Mancano 8 mila unità di personale amministrativo al nostro sistema: dobbiamo dare una risposta in tempi rapidissimi», ha affermato annunciando che «entro questo mese vorrei costruire un piano d’azione per avviare concretamente a soluzione il problema del personale amministrativo della giustizia». A Roma la decisione di limitare il numero delle cause è stata presa dalla Procura anche alla luce di quanto stabilito dal Tribunale che di fronte alla mole di procedimenti avviati ha definito dei criteri di priorità per la trattazione del processi davanti al giudice monocratico che si occupa di cause con pene fino a dieci anni di carcere. La decisione è stata dettata anche analizzando i numeri sulle attività annuali dei pm. «Se i pubblici ministeri – si legge nell’articolo del Corriere – definiscono tra i 18 mila e i 20 mila processi l’anno, i giudici non sono in grado di celebrarne non più di 12 mila». Alla luce di questa situazione il procuratore capo, Giuseppe Pignatone, ha deciso di intervenire emanando una circolare per “impedire che tra 6 mila e 8 mila procedimenti destinati” non trovino uno sbocco giudiziario procedimenti importanti. Da questo la decisione di non inviare al giudice più di “12 mila richieste di fissazione delle udienze”. Il resto dei procedimenti andrà alla Sezione definizioni affari seriali “senza procedere alla scansione degli atti a conclusione delle indagini”. In tema di personale il guardasigilli non esclude una ricollocazione di personale proveniente da altre amministrazioni come Inps, Difesa e Enti Locali. «Non penso – ha spiegato – a una mega mobilità che può dare problemi, ma a scaglionare i passaggi con piccola mobilità». Il ministro ha spiegato che il problema della carenza del personale amministrativo gli è stato manifestato da tutti gli esponenti degli uffici giudiziari che ha incontrato. «Ieri ho incontrato il ministro della Funzione Pubblica – ha spiegato Orlando – a ore vedrò il ministro dell’Economia e il tema è stato affrontato oggi anche in Consiglio dei Ministri». Quanto alle soluzioni, “ci sono figure – ha detto Orlando – che possono essere reclutate solo attraverso nuovi concorsi, ma i grandi numeri riguardano il personale amministrativo che può essere ricollocato attraverso un percorso di formazione: non avrebbe senso fare un concorso per assumere profili già presenti in altre amministrazioni”.