Gang di latinos scambiano Milano per New York: 5 arresti per rissa

Hanno scambiato Milano per New York. E, come nelle migliori tradizioni d’oltreoceano, se le sono date di santa ragione. Cinque giovani appartenenti a gang di latinos che sei mesi fa avevano scatenato una maxi rissa fra bande rivali sono stati arrestati, nelle prime ore di questa mattina, e uno è stato sottoposto all’obbligo di dimora: è il bilancio di un’operazione dei carabinieri in provincia di Milano e di Lecco che con le accuse di rissa aggravata, rapina e ricettazione, hanno definitivamente chiarito lo scenario che c’era dietro all’accoltellamento di un ragazzo sudamericano avvenuto, il 22 settembre 2013, all’esterno della discoteca Black Hole di viale Umbria nel capoluogo lombardo. I cinque arrestati dai 19 ai 25 anni, tre ecuadoriani e due peruviani, tutti con precedenti, appartengono alle gang dei “Latin Revolution” e dei “Trebol”, bande in guerra fra loro per il controllo del territorio, fra cui via Padova, alla periferia della città: 4 sono “Latin Revolution” (la cui zona di appartenenza è attorno al Parco Trotter) e un “Trebol’ (egemoni a Corsico).
Il gip di Milano ha disposto l’obbligo di dimora per la compagna di quest’ultimo, una 23enne madre di due bambini e incinta del terzo. Durante la perquisizione a casa di un “Latin”, sono stati trovati cappellini e bandiere con simboli della gang, un diario con il nome di circa 30 affiliati e un codice di comportamento che i membri dovevano rispettare.La rissa davanti al locale fu una sorta di regolamento di conti per una rapina commessa il 25 agosto dai “Trebol” ai danni di un membro dei “Latin Revolution”. In quell’occasione alla vittima fu portato via il cellulare e il cappellino, quest’ultimo considerato un oggetto sacro dalla gang e quindi intoccabile. Per i carabinieri lo scontro di settembre non fu casuale, tanto che i “Trebol” si fecero accompagnare da altri componenti delle bande “Ms13” e “Flow”. Ad avere la peggio furono due rivali dei “Latin” che riportano una coltellata al torace e un trauma cranico. Il primo fu soccorso in via Arquà, abbastanza distante dal punto dell’aggressione, e fornì una versione che non aiutò i carabinieri. Stesso atteggiamento ebbe il suo amico, che invece fu trasportato al Pronto Soccorso su richiesta dei genitori al rientro a casa. Nonostante la ritrosia dei feriti a collaborare, gli investigatori della stazione Monforte sono riusciti a individuare e infine arrestare alcuni dei partecipanti alla rissa.