Fratelli e sorelle d’Italia a Fiuggi per il primo congresso. Un ritorno? No, un “rimettersi in cammino”

Otto marzo. Data d’inizio del primo congresso di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale. E ad aprire i lavori sarà una donna, Giorgia Meloni, sulla quale la destra scommette da tempo. Già leader dei giovani postmissini, quindi vicepresidente della Camera e poi ministro della Gioventù. Sarà lei la Marine Le Pen di una destra che fatica a ritrovarsi? Meloni, non è un mistero, punta sul patriottismo del terzo millennio per rianimare entusiasmi che nella diaspora delle anime che composero An si sono assopiti. Una scommessa di cui il congresso è tappa fondamentale.

3150 delegati, eletti nelle primarie del 22 e del 23 febbraio, si ritroveranno per due giorni a Fiuggi per votare sulle mozioni che riprendono i dieci temi emersi dalla consultazione di iscritti e simpatizzanti: tra gli altri l’uscita dall’euro, la regolamentazione della prostituzione, il condono per le cartelle Equitalia che risultano troppo onerose e, soprattutto, il postulato secondo cui il prossimo premier del centrodestra dovrà passare per le primarie. Condizione ritenuta indispensabile per far parte della coalizione dei partiti non di sinistra.

La scelta di Fiuggi per questo appuntamento non è casuale. Là nacque l’Alleanza nazionale che doveva dare la spinta propulsiva alla destra di governo. E nella stessa località la destra vuole rimettersi in cammino. Sul palco lo slogan scritto è un programma e un auspicio: “In nome del popolo sovrano”. Ci saranno gli ex colonnelli che furono i protagonisti del congresso di Fiuggi del 1995: Ignazio La Russa, Gianni Alemanno, Adolfo Urso. Invitati a partecipare ai lavori anche gli altri, quelli che non hanno aderito a FdI. Amici? Cugini? “Fratellastri”? Di certo interessati, tutti, al diritto di cittadinanza nel panorama politico di idee e temi che sono stati patrimonio di una famiglia politica un tempo unita.

Non ci sarà invece Gianfranco Fini. Non ci sarà Silvio Berlusconi. La stagione dominata dai due leader, che proprio a Fiuggi visse uno dei suoi momenti più significativi, è ormai alle spalle. Al nuovo soggetto, cui è stato affidato il simbolo che fu di An, il compito di spiegare nella sua kermesse congressuale in che cosa consisterà il nuovo cammino. Compito non facile, perché quando si parla di destra non c’è commentatore che non sia sedotto dalla tentazione di guardare indietro. A ciò che c’era prima. Prima del Msi, il fascismo. Prima di Fiuggi due, Fiuggi uno. Prima della nuova Fdi-An, la vecchia An.

Già parlando con l’indaffarata addetta stampa del congresso, Giovanna Ianniello, si capisce però che questo congresso non vuole essere né di vetrina né di passerella. Un movimento giovane, che ha sulle spalle un’eredità pesantissima, ma che vuole guardare avanti. Superare i risentimenti e le divisioni. Tornare a parlare a quella fetta di paese che si sente orfana di una destra che ambisce a tornare a contare. Una destra con quali riferimenti? Ci sarà un video per spiegare chi sono gli uomini e le donne che meritano il titolo di “fratelli costituenti”. Come sempre, le immagini spiegano più delle parole.