È morto Manlio Sgalambro, il filosofo che firmava le canzoni di Battiato

È morto a Catania Manlio Sgalambro. Avrebbe compiuto novant’anni a dicembre. Nella sua lunga vita è stato filosofo, scrittore, poeta. È stato, soprattutto, paroliere tra i più raffinati. È sua, tanto per fare un esempio, La cura di Franco Battiato. Canzoni ne ha scritte anche per altri, da Fiorella Mannoia a Patty Pravo, da Adriano Celentano a Carmen Consoli, ma è soprattutto al sodalizio con l’artista catanese che quest’uomo, filosofo senza laurea in filosofia, deve la fama. Con Battiato si incontrò all’inizio degli anni Novanti e da allora non si sono più lasciati. Hanno co-firmato album- fra i quali L’ombrello e la macchina da cucire, Gommalacca, Dieci stratagemmi, Apriti Sesamo – libretti d’opera – da Il cavaliere dell’intelletto, a Socrate impazzito e Gli Schopenhauer, fino al balletto Campi magnetici – e sceneggiature di film – Perduto amor, Misikanten e Niente è come sembra – che hanno contribuito a consacrare il cantautore nella veste di poeta e filosofo. C’era molto di Sgalambro in quella poesia e in quella filosofia. Nato a Lentini nel ’24, ha iniziato a scrivere nel 1945 per diverse riviste e non si è più fermato. Il primo libro in cui presentava in modo organico il suo pensiero, però, l’ha scritto alla fine degli anni Settanta, quando aveva già passato i cinquant’anni da un pezzo. Era La morte del sole. Lo mandò ad Adelphi, che ci mise due anni a pubblicarlo. Da lì in poi ha viaggiato al ritmo di una pubblicazione ogni due anni, talvolta di più, fino al 2013, quando ha dato alle stampe per Bompiani Variazioni e capricci morali. Aveva collezionato, a quel punto, un paio di dozzine di titoli, molti dei quali tradotti in diverse lingue. Nel frattempo aveva offerto alla cultura popolare anche canzoni per bambini notissime, come Madama Doré e Fra Martino Campanaro e, nel 2001, si era dilettato a firmare un disco in prima persona, Fan club, in cui proponeva cover che andavano dagli ever green Moon River e La vie en rose a canzoni di Manu Chao. Il suo pensiero è stato definito di orientamento nichilista, con forti influenze di Friedrich Nietzsche ed Emile Ciorian. I funerali si terranno domani a Catania, nella chiesa Crocifisso dei miracoli.