Droga, lite nel governo poi passa la linea Lorenzin: torna la mano dura contro le droghe sintetiche

Si colma il vuoto normativo lasciato dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato la Fini-Giovanardi. Almeno per il momento. Oggi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che reintroduce le tabelle per la classificazione delle sostanze stupefacenti e i farmaci off-label.

La sentenza, ha spiegato il ministro della salute Beatrice Lorenzin, «nelle ultime settimane ha prodotto emergenze, e per questo siamo dovuti intervenire con un atto di urgenza per il ripristino delle tabelle sulle sostanze stupefacenti». Per effetto della sentenza costituzionale «circa cinquecento nuove droghe e sostanze sintetiche erano uscite dall’alveo della regolamentazione». Lorenzin ha spiegato al termine della riunione che non c’è stato nessuno scontro tra ministri così come ventilato dai rumors di palazzo. «Il tema della droga e della separazione tra leggere e pesanti – ha detto – è estremamente delicato e io lo sto affrontando in questa sede solo dal punto di vista sanitario. Siamo intervenuti per ripristinare le tabelle solo in via amministrativa sia per gli stupefacenti che per i medicinali. Non incidiamo sulla parte penale, perché rinviamo la discussione sul decreto a un approfondimento interministeriale e parlamentare sulla configurazione dei reati e che certamente non si può fare sull’onda dell’emergenza. Siamo anche intervenuti per evitare che alcune sostanze vietate diventassero legali». L’intervento “necessario ed urgente” era stato proposto proprio dalla Lorenzin “per diradare le nebbie” di «migliaia di operatori sanitari e di pazienti». Il ministro è partita da un presupposto: la sentenza della Consulta ha dichiarato illegittima la Fini-Giovanardi solo “per motivi procedurali”, cioè per le improprie modifiche che furono introdotte in sede di conversione in legge. Ma di fatto ha impattato sulla disciplina dei farmaci a base di stupefacenti per la terapia del dolore e ha cancellato le due tabelle delle droghe che censivano anche le nuove droghe sintetiche classificate negli ultimi anni. Lo schema di decreto legge Lorenzin le ripristina «aggiornate alla data della pronuncia della Consulta nonché la relativa disciplina previgente, su cui la Corte costituzionale non ha formulato censure». Un provvedimento che sin dalla prima ora ha aperto un fronte di polemiche soprattutto all’interno del Pd, trasformandosi quindi in una vera grana per Matteo Renzi. Non è un caso che le indiscrezioni circolate abbiano messo subito in allarme Luigi Manconi del Pd, presidente della commissione Diritti umani del Senato: «Caro presidente del Consiglio, anticipazioni e illazioni evocano un ingiustificato e ingiustificabile decreto governativo finalizzato a ripristinare aspetti della legge Fini-Giovanardi cancellati dalla Corte costituzionale: e ciò a partire dalla mancata distinzione tra le sostanze stupefacenti nel trattamento penale e sanzionatorio. Davvero non ci posso credere e sono fiducioso che queste preoccupazioni saranno smentite dalle imminenti decisioni del Consiglio dei ministri. Lo vuole, prima di tutto, il buon senso e la ragionevolezza, oltre che tutte le evidenze scientifiche e le strategie terapeutiche e sociali». Di parere opposto Maurizio Gasparri, che prima del Cdm auspicava:«Confidiamo soprattutto nella coerenza dei ministri che non vogliono una resa sul fronte della droga affinché oggi in Consiglio si prendano decisioni importanti in tal senso. La Corte Costituzionale ha recentemente spazzato via, con motivazione francamente discutibili, un’ottima legge che aveva avuto ottimi risultati soprattutto sul versante del recupero dei tossicodipendenti. Mi appello al buon senso di quanti hanno sempre detto che la droga è tale sempre, senza alcuna distinzione tra legge e pesanti, per un appello alla vita e alla difesa di quanti cadono nel tunnel terribile della dipendenza». Ora dopo l’approvazione di Palazzo Chigi il Pd annuncia guerra. «Valuteremo in Parlamento – ha detto Donata Lenzi, capogruppo dem in commissione Affari sociali della Camera – il provvedimento approvato oggi. Sicuramente, anche per i provvedimenti annunciati dal ministro Lorenzin nelle prossime settimane, faremo pesare l’esperienza di due generazioni che in oltre trent’anni hanno conosciuto la differenza vera tra droghe leggere e droghe pesanti».