Dramma della disperazione nel bresciano. Senza lavoro da due anni, si impicca in casa

Dramma della disperazione a Travagliato, in provincia di Brescia dove un ex imprenditore  edile di 42 anni ieri mattina si è tolto la vita impiccandosi in casa con la cintura dei pantaloni. L’uomo, sposato e con tre figlie minorenni, due delle quali diversamente abili, era da due anni senza lavoro e come tanti altri in preda a un vortice di impotenza e disperazione. Un baratro psicologico che lo aveva portato lo scorso 11 febbraio a un ingenuo tentativo di rapina al distributore Tamoil del paese dove tutti lo conoscevano, che gli è costato le manette. L’uomo, riconosciuto e bloccato dal titolare della stazione di servizio, era stato inizialmente rinchiuso nel carcere di Canton Mombello, con l’accusa di rapina aggravata, e dopo qualche giorno era finito agli arresti domiciliari. La moglie, come lui assistita dai servizi sociali e molto conosciuta in paese, nel frattempo si era trasferita con le figlie nell’abitazione dei nonni. Ieri l’epilogo drammatico. All’alba, verso 5.30, gli agenti di vigilanza decidono di entrare nell’abitazione, insospettiti dalla luce rimasta accesa per troppo tempo. Davanti a loro una scena agghiacciante: schiacciato da una vita divenuta insostenibile, l’uomo aveva deciso di farla finita impiccandosi a una trave con la cintura dei pantaloni.