Dopo la gita a Parigi, Marino in versione Totò d’Arabia vola dal sultano per racimolare soldi…

AAA Cercasi finanziamenti per la Città Eterna, no perdigiorno. È questa l’ultima trovata del sindaco Ignazio Marino ormai sull’orlo della disperazione: girare il mondo in cerca di soldi per fare cassa e dare un po’ d’ossigeno al bilancio disastrato della capitale. E siccome la partnership con i privati made in Italy è troppo di destra, il sindaco chirurgo di provata fede progressista preferisce rivolgere il suo annuncio pubblicitario a qualche magnate-Mecenate fuori dai confini nazionali. Si comincia con la terra del petrolio sensibile agli investimenti proficui e la Grande Bellezza di Roma, per quanto ferita, è un brand di richiamo mondiale. Così questo week end il primo cittadino volerà in Arabia Saudita «per ricevere un dono per la città». È lui stesso a dare l’annuncio baldanzoso a margine di un convegno in Campidoglio pensando di affabulare i romani con il suo peregrinare per il bene della collettività, perché «nella fase di  bilancio ogni ora è preziosa». «Ho accettato l’invito del principe sultano che è stato qui alcuni mesi fa», ha spiegato Marino che a ottobre aveva ospitato il principe Mecenate in occasione della mostra Alla scoperta dell’Arabia Saudita, terra del dialogo e della cultura, primo mattone del gemellaggio tra Roma e Riyad per un’interazione culturale e turistica. «In quell’occasione avevamo chiesto la disponibilità a finanziare in modo filantropico il restauro di alcune opere di Roma. Abbiamo fatto un elenco di possibili siti lasciando a loro la scelta». Ecco il misterioso dono che l’intrepido Marino, ripiegato in valigia la kefiah, esibirà come un trofeo. Chissà quale chicca della Città eterna finirà adottata a distanza: per ora non è dato sapere su quale pezzo del nostro patrimonio millenario il generoso Sultan bin Salman bin Abdulaziz Al Saud abbia messo gli occhi. Forse il Colosseo? O la facciata caduta a pezzi della Palestra dei Gladiatori, o lo Stadio di Domiziano o la Basilica di San Pietro in Vincoli? «Credo che il principe sultano abbia scelto su cosa investire». Ecco il cambio di verso di Marino: dalla sobria bicicletta del sindaco ambientalista al cammello sulle orme di Totò d’Arabia. Chissà che tra le dune del deserto oltre all’assegno degli emiri non trovi anche l’elisir per allungarsi la vita in Campidoglio.