Da eroe a nemico, il Pd non ama più Crozza: «La sua presenza a Ballarò danneggia la Rai»

Prima era un eroe dell’antiberlusconismo, un intoccabile e guai a parlarne male. Ora Crozza è diventato improvvisamente scomodo, indigesto, amico della concorrenza. Prima nessuno poteva criticare le sue performance (a senso unico) a Ballarò, pena l’accusa di bavaglio, ora quelle stesse performance sono inopportune e dannose persino dal punto di vista aziendale. Il Pd cambia idea, Crozza non va più bene, forse perché –nella nuova stagione di Renzi – la satira è gradita e c’è il timore che il premier miracolato diventi un bersaglio. Subito è stata confezionata la scusa: «Con la sua partecipazione fissa il martedì a Ballarò – ha detto Gero Grassi, componente “democratico” della Vigilanza Rai –  il servizio pubblico rischia di lanciare un assist a una tv concorrente: il pezzo del comico in apertura della trasmissione di Rai3 rischia di configurarsi come una promozione al suo programma del venerdì su La7. È opportuno che la Rai chiarisca i rapporti e le trattative passate con il grande comico». Da qui l’annuncio della presentazione di un’interrogazione al presidente della commissione, il grillino Roberto Fico. «Lo scorso autunno – ha spiegato Grassi -–la Rai è arrivata a un passo dall’ingaggiare Crozza per un suo show in prima serata di Raiuno per due anni. Secondo le voci di stampa, la Rai era disposta a investire fino a 25 milioni di euro sul progetto. Poi la trattativa è saltata e il comico ha firmato un’esclusiva per tre anni con La7. Fuori dall’esclusiva ci sono alcune partecipazioni a trasmissioni Rai, i cui frutti però rischia di incassarli proprio l’emittente privata di Urbano Cairo: i dieci minuti in apertura di Ballarò su Rai3 e la partecipazione alla finalissima di Sanremo, la serata che viene premiata sempre dagli ascolti per l’attesa del vincitore. Viene subito da pensare – ha detto ancora Grassi – che La7 sia ben contenta di concedere queste deroghe all’esclusiva con Crozza: i 12 milioni di telespettatori di Sanremo del 22 febbraio hanno di fatto lanciato la nuova trasmissione Crozza nel paese delle meraviglie, iniziata venerdì scorso. I promo su La7 sono partiti proprio in coincidenza con Sanremo. La partecipazione del martedì a Ballarò, invece, garantisce uno spot settimanale per La7 direttamente dalla sua principale rete concorrente, Rai3. Alla luce di questa situazione, che lascia pensare a una gestione dell’intera vicenda quanto meno poco conveniente per la Rai, è opportuno chiarire se la dirigenza del servizio pubblico non abbia causato un danno all’azienda. I maggiori profitti della grande visibilità del comico, infatti, rischia di incassarli il concorrente privato». Finito l’idillio per ragioni di bilancio, questa è la versione ufficiale. Ma qualcuno pensa che la satira dia fastidio alla sinistra. E a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.