Crisi ucraina: il 16 referendum in Crimea ma intanto il parlamento vota per l’adesione alla Russia

Si terrà il 16 marzo il referendum sullo status della Crimea, nel quale i cittadini dovranno scegliere se restare in Ucraina o aderire alla Russia: lo ha annunciato il vicepremier della repubblica autonoma Rustam Temirgaliev, secondo quanto riferito da “Ria Novosti”.
Ma intanto il parlamento della Crimea ha già votato in favore dell’adesione della regione alla Russia come soggetto della Federazione Russa: lo ha annunciato il primo vicepremier locale Rustam Temirgaliev, secondo l’agenzia “Itar-Tass”. Vladimir Putin è stato informato sulla risoluzione adottata del parlamento della Crimea ed è questo il primo risultato concreto dell’invasione delle sue truppe: ora ha il riconoscimento politico-istituzionale e, con molta probabilità, il 16 marzo anche il consenso della popolazione interessata. Intanto si tiene a Bruxelles il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea per fare il punto sulla situazione in Ucraina e sulle relazioni con la Russia. Al summit partecipa per l’Italia il presidente del Consiglio Matteo Renzi, al suo esordio sulla scena europea. «Chiediamo alla Russia di rispondere se è pronta a preservare la pace e la stabilità in Europa o se vuole istigare tensioni nelle nostre relazioni bilaterali e multilaterali», ha affermato il premier ucraino Arseni Iatseniuk dopo l’incontro con il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz avvenuto nell’imminenza del vertice. La Russia – ha accusato il premier ucraino – «ha ripreso il blocco delle forze navali» dell’Ucraina e «continua a provocarci. Noi chiediamo che ritirino le loro forze. Dobbiamo urgentemente affrontare questo problema, che non è solo tra Russia e Ucraina, ma è europeo», ha ribadito Iatseniuk, assicurando che il suo Paese è «pronto a trovare una soluzione in un gruppo di contatto. Noi siamo pronti a trovare una via d’uscita alla crisi» coinvolgendo – ha aggiunto – «l’Ue, gli Stati Uniti e la Russia». Sul terreno, infine, la polizia ucraina si è di nuovo impossessata (senza spargimento di sangue) dell’amministrazione regionale di Donetsk (città dell’Ucraina orientale a maggioranza russofona) e ha sloggiato i filorussi asserragliati nell’edificio. Durante il blitz sono state fermate decine di persone, ma almeno un centinaio di manifestanti continua a picchettare la sede istituzionale. L’amministrazione regionale era già passata di mano due volte mercoledì, quando un primo blitz della polizia era stato seguito da una nuova incursione dei filo-russi.