Consegna una cartella esattoriale: malmenato funzionario di Equitalia

Un dipendente dell’ufficio Equitalia di Legnago, nel veronese, è stato aggredito mentre stava notificando una cartella di pagamento. Ne dà notizia la stessa agenzia di riscossione dei tributi, che in una nota sottolinea che l’impiegato è ancora ricoverato in ospedale.  Esprimendo la solidarietà e la vicinanza dell’intero gruppo, Equitalia ha dichiarato che «questa è l’ulteriore dimostrazione di come strumentalizzazioni ed esasperazione dei toni possano scatenare azioni assurde, fuori controllo e soprattutto indirizzate nei confronti di persone “colpevoli” solo di svolgere il proprio lavoro a servizio dello Stato e della collettività». «Ancora oggi – prosegue il comunicato – Equitalia è al centro di aspre polemiche immotivate, come ad esempio l’accusa di “graziare i maxi-evasori” e di concentrarsi sul recupero dei piccoli importi per far quadrare i bilanci». Queste affermazioni sono prive di fondamento in quanto Equitalia non è una società privata che deve fare utili, ma è una società interamente pubblica che ha il compito di riscuotere i tributi, non pagati dai contribuenti, su indicazione degli enti creditori». Equitalia ha dato disposizione ai propri legali per valutare le opportune azioni da intraprendere.

Quello di queste ore è solo l’ultimo di una serie di atti diretti contro la società di riscossione. Dagli ordigni alle lettere di minaccia, dalle occupazioni delle sedi alle aggressioni, si contano centinaia di episodi negli ultimi anni. Il più grave risale al 9 dicembre 2011, quando un plico imbottito è esploso tra le mani del direttore generale di Equitalia, Marco Cuccagna, rimasto ferito. A rivendicare l’attentato gli anarchici della Fai (Federazione anarchica informale). Anche quello delle vittime dei procedimenti di riscossione è un vero e proprio bollettino di guerra. Solo negli ultimi mesi se ne registrano quattro: il 20 febbraio si è ammazzato a Casalnuovo di Napoli il titolare di una pizzeria per una multa di duemila euro. Il 12 febbraio un 70enne di Elice, nel Pescarese, preso dallo sconforto, si è ucciso sparandosi al volto, dopo che Equitalia aveva avviato la procedura di pignoramento della sua abitazione. Nel dicembre 2013 era stata la volta di un falegname di Grosseto, che si è dato fuoco, perché impossibilitato a pagare cartelle esattoriali di oltre centomila euro.