“Che bello avere due papà”: genitori in rivolta contro la propaganda gay alle elementari

Al posto delle favole con gli orsacchiotti e le fate, le favole con i pinguini omosessuali. Al posto dell’ora di religione o magari d’italiano, delle lettere in corsivo o delle operazione alla lavagna, nelle scuole elementari stanno prendendo piede i corsi di “educazione sentimentale”. E sotto questo nome, “educazione sentimentale”, c’è il sospetto (o la certezza) che si tratti di propaganda gay per i bambini. L’ultima sortita, come riporta la “Tribuna di Treviso”, è la partenza di questi corsi quantomeno anomali in diverse scuole primarie. E la prima rivolta è avvenuta a Ponzano, dove una cinquantina di famiglie hanno deciso di ribellarsi temendo possa celarsi, sotto il contenuto educativo, una qualsivoglia propaganda gay: «Si scambiano per educazione all’affettività contenuti come la propaganda gender, dove alla famiglia tradizionale si sostituisce quella formata da due papà o da due mamme». La polemica si è allargata a macchia d’olio, seguita da conferenze stampa e rassicurazioni. Ma quello che i genitori – in tutta Italia continuano a chiedersi senza ottenere peraltro uno straccio di risposta – è il motivo per cui alle elementari, quando occorre dare le basi ai bambini cominciando dall’imparare a leggere e a scrivere, qualcuno si sveglia e decide che sia necessario parlare delle coppie gay a chi indossa ancora il grembiulino. L’obiettivo politico (ed è facile capire che è tutta “roba” di sinistra) è il tentativo di indottrinamento che parte proprio dalle scuole. Beninteso, non solo da quelle elementari perché hanno ancora eco le polemiche a Modena per l’assemblea di istituto dedicata al tema della transessualità dove protagonisti erano Vladimir Luxuria e il presidente locale dell’Arcigay. Ma anche qui c’è stata la rivolta dei genitori. Il furore ideologico finisce quindi per accecare la sinistra. Che le tenta tutte, ma alla fine i suoi blitz si rivelano un autogol. Anche perché le famiglie non sono così ingenue da credere che sia necessaria “l’educazione sentimentale”. E non sono nemmeno così ingenue da non capire che cosa si nasconda sotto questa etichetta.