Caso Gentile, nuovo pressing sulle dimissioni. Il sottosegretario: resto al mio posto, contro di me solo fango

Non si spegne l’incendio sul caso Gentile appiccato dalla sinistra del Pd, alimentato poi da Cinquestelle e Lega, che non molla l’accerchiamento sul sottosegretario alle Infrastrutture finito nel mirino per presunte pressioni fatte sul quotidiano L’Ora di Calabria perché non pubblicasse una notizia sulle vicende giudiziarie di suo figlio. «Non può restare più al suo posto», è il pressing delle ultime ventiquattr’ore dell’ala civatiana e bersaniana rafforzato dalla “partecipazione straordinaria” di Rosy Bindi che per prima ha chiesto ad Angelino Alfano di revocare la nomina al senatore calabrese del Nuovo centrodestra. È stata proprio la presidente dell’Antimafia a riferire di una presunta telefonata fatta da Gentile per “fermare le rotative” del quotidiano,  notizia smentita seccamente dal diretto interessato. Che questa mattina dai microfoni de la Telefonata di Belpietro è tornato a farsi sentire: «Non sono intervenuto sull’editore, né sul giornalista né sul direttore del giornale. Non capisco perché sarei dovuto intervenire su una notizia già pubblicata. Dopo 20 giorni mio figlio non ha avuto nessuna comunicazione giudiziaria. Su questa presunta notizia l’Ora di Calabria ha impostato una campagna contro di me». Fin dallo scoppio della vicenda l’esponente del Nuovo centrodestra ha parlato di macchina del fango lanciata contro la sua famiglia preannunciando querela contro il giornale che ha denunciato la sua pressione e contro l’editore, che – ha ricordato  – «è stato rinviato a giudizio per il suicidio del giornalista Alessandro Bozzo». Dalle colonne di Repubblica, a sua volta, il direttore dell’Ora della Calabria, Luciano Regolo, ha diffuso la notizia di alcuni sms tra il figlio di Gentile, Andrea, e l’editore, Alfredo Citrigno, e di una telefonata «inquietante» tra lo stampatore (il presidente della Fincalabra Umberto De Rose)  e l’editore per «convincermi a non pubblicare la notizia riguardante l’inchiesta sul figlio del senatore. L’audio della telefonata è sul nostro sito».

Se Renzi e il ministro dell’Interno per ora tacciono anche se ieri hanno a lungo parlato del pasticciaccio, il partito di Alfano non arretra di un centimetro nella difesa di Gentile: fa e farà scudo al suo sottosegretario contro quella che il coordinatore del partito, Gaetano Quagliariello, definisce una «corsa a precipizio che di questo passo si sta compiendo verso la barbarie e l’asservimento della politica a operazioni di altra natura». Sulla nomina del sottosegretario ai Trasporti, però, continuano a piovere critiche da più fronti mettendo in seria difficoltà l’esecutivo.  «Se questo è il nuovo che avanza, allora è un disastro. La Lega Nord è pronta a sfiduciare tutti gli indagati che Renzi ha messo al governo», ha detto Matteo Salvini. Anche i Cinque Stelle affilano i coltelli e, dopo l’interrogazione sul caso dell’Ora della Calabria, oggi potrebbero decidere di presentare una mozione di fiducia al sottosegretario, richiesta avanzata dal senatore eletto in Calabria, Nicola Morra, e confermata dal capogruppo pentastellato. Gentile «è stato massacrato, pur avendo commesso anche lui qualche errore, ma non è indagato e la giustizia in questa vicenda non c’entra», è la reazione di Jole Santelli, che da coordinatrice calabrese di Forza Italia conosce bene il neo-sottosegretarioa alfaniano. «Che ci sia una forte compromissione tra politica ed editoria locale non è una scoperta recente – dice al Messaggero – non vorrei che questa cortina fumogena alzata dai Dem snascondesse qualcos’altro».