Casaleggio è pronto a farsi lo shampoo: «Presto andrò anche io in tv»

Gianroberto Casaleggio ci ha ripensato: ora vuole andare in televisione per spiegare le strategie di comunicazione dei grillini. Il guru del Movimento (nonché socio in affari di Beppe Grillo) premette che la strategia di comunicazione del movimento «non è cambiata», ma nell’intervista trasmessadalla trasmissione Lucignolo (su Italia 1) annuncia in effetti un voltafaccia clamoroso. Casaleggio sostiene infatti che «non è escluso» che lui e Grillo possano essere ospiti di un programma in diretta. Anche a breve? «Non è escluso». Anche a Mediaset? «Perché no». Se non è un sosia o un imitatore di Casaleggio a dire queste cose, significa che l’aria è cambiata dalle parti del M5S. Basta rileggere le dichiarazioni più o meno recenti dello stesso Casaleggio. È l’8 settembre 2013, al Forum di Cernobbio, dove Casaleggio viene trattato come una vera e propria star. Evita accuratamente gli incontri con i giornalisti, addirittura rifiuta qualsiasi contatto sul palco con i reporter e i fotografi, cosa che i fedelissimi del Forum ricordano essere stata concessa persino da Arafat e dal vicepresidente Usa, Dick Cheney, per mantenere la distanza dall’informazione “di regime”. «Giornali e tv sono lo strumento del potere, ma per fortuna declinano davanti al web». La rivoluzione del web contro quella tradizionale nell’accezione di Casaleggio, che aveva liquidato come preistorici i politici che non si affidano a internet a beneficio di tv e quotidiani.  «Mostratemi un politico moderno che non capisce internet e vi mostrerò un perdente». Ancora più feroce e sulfureo il commento sprezzante di Grillo, che contro le televisioni e i giornalisti televisivi ha lanciato strali e insulti a più non posso. «Tutte le sere, 365 giorni all’anno, le stesse immagini, le stesse facce, è il “metodo Ludovico” ripreso e adattato dal film Arancia meccanica», ha scritto pochi mesi fa sul suo blog il comico genovese. «Il cittadino è come il protagonista del film, Alexander DeLarge, legato con delle pinze che gli tengono gli occhi aperti e costretto a vedere i discorsi di Hitler e le adunate naziste accompagnati dalla nona Sinfonia di Beethoven». Bersaglio degli insulti i salotti televisivi e i telegiornali che mostrano sempre gli stessi esponenti politici. Ora il ripensamento che sancisce una triste parabola per i duri e puri della Rete: anche loro costretti alla ospitate tv da Vespa, Santoro & c.