Berlusconi torna al Senato per una lezione di anticomunismo: «Fu un grande viaggio nella menzogna»

«Il comunismo fu un grande viaggio dentro la menzogna che coinvolse anche il mondo libero. E ancora oggi sul comunismo l’Occidente fa fatica ad accettare e riconoscere la verità storica. È come se si dovesse fare conti con la propria coscienza e con l’indifferenza e la superficialità con cui molti intellettuali spalleggiarono il comunismo e qualcuno continua così ancora». Silvio Berlusconi è tornato in Senato per la presentazione del libro Il sangue di Abele. Vivi per testimoniare, di Zef Pllumi. Il frate francescano, che ha trascorso gran parte della sua vita nei gulag albanesi, resistendo eroicamente a torture e sevizie psicofisiche, rompe il silenzio sul genocidio consumato dal regime comunista albanese ai danni degli ordini religiosi e degli oppositori politico-intellettuali. Il libro porta la prefazione del Cavaliere. «Con questo libro – ha detto ancora Berlusconi – ho avuto la conferma di ciò che sapevo e pensavo: l’ideologia comunista è la più criminale e disumana della storia dell’uomo. Sedici anni fa ho voluto che Mondadori pubblicasse una testimonianza, forse la più vasta, di cosa è stato il comunismo e credo che tutti si siano resi conto dell’efferatezze di quell’ideologia. L’ideologia comunista – ha proseguito – mirava a prendere il potere, era il potere per il potere. Ho letto questo libro e non sono riuscito a dormire. Sono poi d’accordo sul fatto che sia stato una malattia, una vera follia tanto è stata esasperata la sua realizzazione». E poi uno sguardo all’Italia: «Noi abbiamo avuto il più forte partito comunista d’occidente che voleva prendere il potere con una rivoluzione armata che fu impedita da Stalin. Ma questo partito non ha mai rinunciato a prendere il potere nella scuola, nell’università, nei giornali e nella giustizia e questa è la situazione in cui noi ci troviamo. C’è chi non ha mai rinnegato questa ideologia». Poi rispondendo ad una domanda sulla possibilità che con Renzi ci possa essere la possibilità di avere da parte del Pd un atteggiamento diverso ha sottolineato: «Non glielo so dire. È una speranza di tutti noi, seguiamo le vicende e vediamo se davvero la sinistra italiana riuscirà a fare quello che fece l’Inghilterra cento anni fa. Sarebbe una cosa meravigliosa se anche il Pci che ha fatto molti lifting cambiando molte volte il nome si trasformerà in un partito socialdemocratico».