Basta chiacchiere, servono fatti: la scossa deve arrivare da fisco e famiglie

Lo abbiamo detto al ministro del Lavoro, Giulio Poletti, nel nostro incontro: il primo intervento da fare è sul fisco sia in termini di cuneo fiscale, da erogare in un’unica soluzione, sia attraverso una seria riforma fiscale. Basti pensare all’allarme lanciato sempre da Confcommercio: a gennaio i consumi hanno registrato un’altra flessione. La diminuzione registrata dall’Icc è pari all’1,6% in termini tendenziali e allo 0,3% rispetto a dicembre. Veniamo da due anni di recessione e i cittadini, soprattutto le famiglie, non stanno riprendendo fiato, lo stanno ulteriormente trattenendo. A rischio di asfissia.

Ma non è l’unico segnale preoccupante: solo pochi giorni fa l’Istat diffondeva le sue rilevazioni. La diminuzione del Pil nel 2013 pari all’1,9 per cento, livello balzato indietro al 2000, mentre il debito pubblico è volato al record storico, è stata accompagnata da un calo delle importazioni di beni e servizi pari al 2,8%, che ha accentuato la contrazione delle risorse disponibili (2,1%). A pagare il prezzo più alto di questa situazione ovviamente le famiglie. Cioè il nucleo fondante della nostra società, quello che sta garantendo, non si sa ancora per quanto tempo, un livello minimo di coesione sociale. Ruolo essenziale. Le famiglie si sono trovate nella necessità di ridurre la spesa per consumi finali: lo scorso anno il taglio è stato del 2,6%, che si aggiunge alla riduzione del 4% registrata nel 2012. Il calo dei consumi è stato particolarmente marcato per i beni (-4,0%), mentre la spesa per i servizi è diminuita dell’1,2%. Tagli che il più rigoroso dei ministri dell’Economia farebbe solo in casi gravissimi, ipotesi per l’Italia non così lontana se non si farà qualcosa di significativo per aiutare la crescita. A parte le uscite ineludibili, quali bollette e affitti, quindi luce, gas e combustibili, che non si sono mosse rispetto all’anno precedente, tra le cadute peggiori c’è quella la spesa per cibo e bevande: gli italiani per mangiare l’anno scorso hanno risparmiato 3,6 miliardi (-3,1%), che – ha calcolato Coldiretti – diventano 15,2 se si fa il confronto con il 2007. Insomma basta chiacchiere, servono fatti.

*Segretario generale Ugl