Assaltati i banchetti di FdI e CasaPound: così i centri sociali “aprono” la campagna elettorale

Due città del nord, due episodi simili: a Torino e a Milano i centri sociali hanno assaltato due banchetti elettorali, rispettivamente di Fratelli d’Italia e CasaPound, che si stavano svolgendo in un mercato. Prima ancora che la campagna elettorale inizi ufficialmente, dunque, l’area antagonista chiarisce con quale spirito la affronterà e a quale clima bisogna prepararsi. «Un nostro banchetto è stato distrutto e le ragazze impegnate nel volantinaggio sono state pesantemente insultate al mercato coperto di via Madama Cristina», ha denunciato il portavoce torinese di FdI Roberto Ravello, che insieme ad altri esponenti del partito ha chiesto una presa di posizione sia al sindaco Piero Fassino sia al candidato a governatore del centrosinistra Sergio Chiamparino. «Evidentemente le truppe dei centri sociali sono già in agguato per avvelenare la campagna elettorale», ha aggiunto il capogruppo di FdI in consiglio comunale Maurizio Marrone, ricordando che «questo è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di minacce, in particolare nei confronti delle nostre sezioni sul territorio». Anche a Milano l’aggressione al banchetto per la raccolta di firme per le europee non è stata un atto isolato. È arrivata, anzi, a pochi giorni dalla devastazione dell’albergo in cui era stata ospitata la conferenza di CasaPound con Alba dorata e dopo il tentativo di far escludere dal consiglio comunale di Novate Milanese (con bagarre in aula e corteo antifascista) il gruppo consiliare di Cpi regolarmente costituito da una consigliera del movimento. Stavolta, però, al mercato rionale di via De Pedris, si è anche registrato un ferito: un ragazzo di CasaPound è stato medicato con alcuni punti di sutura alla testa. Ricacciati indietro dopo aver tentato l’assalto al banchetto, gli antagonisti hanno ripiegato su un lancio di oggetti, che ha colpito il giovane militante. «Pisapia e tutti i sinceri democratici di Milano non hanno nulla da dire?», ha chiesto il responsabile milanese del movimento, Massimo Trefiletti, sottolineando che «questi poveretti, che per definirsi politicamente hanno bisogno di un nemico, cercano solo di alzare il livello dello scontro per poi poter invocare la messa al bando della nostra associazione. È un gioco talmente scoperto che non ci sarebbe nemmeno da parlarne, se non fosse per le poderose coperture istituzionali di cui questi presunti antagonisti possono giovarsi». Anche qui, come a Torino, si registra un silenzio delle istituzioni governate dal centrosinistra che finisce per rappresentare una sponda ai violenti. «Per questo noi oggi pretendiamo una risposta da Pisapia & co: cos’hanno da dire rispetto a quanto avvenuto oggi, ovvero l’aggressione di un movimento politico che stava esercitando un suo diritto sancito dalla legge e dalla Costituzione?», ha domandato Trefiletti, chiedendo una presa di posizione anche rispetto agli episodi precedenti e ribadendo che «difenderemo i nostri diritti e nessuno ci impedirà di fare attività politica fra i milanesi e per i milanesi». «Tutto il resto – ha concluso – è un problema che riguarda quelli che pensano il contrario e i loro complici silenti, non noi».