Anche i colossi piangono: McDonald’s attira sempre meno, crollano le vendite

Sarà la recessione mondiale. Sarà che le mode culinarie e le tendenze culturali puntano sul salutismo tout court. Sarà che il trend gastronomico slow oggi domina sul fast food: fatto che sta che quelli in corso sono tempi duri per McDonald’s. I ricavi della multinazionale degli hamburger sono in netto e progressivo calo, nonostante i tentativi del gruppo di riposizionarsi su un mercato sempre più competitivo. Un mercato dominato da una concorrenza decisamente più agguerrita, ostentata dai competitor. Un mercato sempre più attento alla incalzante richiesta di cibi salutari e light. 

E allora, che questa crisi del colosso della ristorazione “veloce” sia il frutto di una repentina inversione di marcia del gusto, virata su mutate abitudini alimentari. Che sia il risultato negativo di erronee scelte di marketing. Che traduca un calo fisiologico di un’azienda, come altri settori imprenditoriali, contagiata dal virus della recessione economica, le ipotesi sono molteplici, e possibilmente tutte valide e correlate tra loro: ma l’unico vero dato concreto è che nel mese di febbraio le vendite in America sono calate dell’1,4%, dopo il crollo del 3,3% di gennaio. Un inizio di anno orribile, insomma, anche se la scia negativa dura ormai da tempo, tanto da preoccupare sensibilmente i vertici del gruppo: è infatti il settimo mese consecutivo che i risultati di McDonald’s deludono le aspettative di Wall Street. Con i dovuti distinguo, naturalmente: così, se in Europa l’hamburger più famoso al mondo resiste all’onda d’urto della crisi – vantando addirittura un tendenza al rialzo, con le vendite che nell’ultimo mese sono aumentate dello 0,6% – le cose vanno decisamente peggio in Asia, in Medio Oriente e in Africa, dove a febbraio si è registrato un netto calo del 2,6%.

Difficoltà a macchia di leopardo, quindi, che indicano un andamento altalenante della multinazionale sullo scacchiere internazionale delle vendite. In particolare – si evince da un approfondimento di addetti ai lavori – l’andamento negativo del gigante del fast food sarebbe dovuto soprattutto ai risultati della catena in Australia, Germania e Giappone. Strategia di comunicazione sbagliata o effetti nefasti di un dollaro troppo forte – senza il quale, affermano i vertici di McDonald’s,  le vendite globali a febbraio sarebbero cresciute del 2,2% – per arginare le perdite l’azienda è recentemente ricorsa a un nuovo responsabile del marketing. Così, in una conferenza stampa tenuta dal direttore finanziario, Pete Bensen, McDonald’s ha annunciato la volontà di tornare alle origini, concentrandosi sui menù base (il classico Big Mac, patatine e bibita) e di varare nuove campagne pubblicitarie con cui riuscire ad attrarre neofiti dell’hamburger e tornare ad accattivarsi vecchi clienti delusi o stanchi. Iniziative promosse in Borsa, con le azioni che sono salite di oltre il 3%. Dunque, le speranze crescono e le aspettative di ripresa aumentano: ma ci vorrà comunque del tempo per digerire   il boccone amaro dell’insuccesso…