Grande Fratello, scartata la figlia del marò Latorre. La sua partecipazione avrebbe giovato alla causa?

L’incubo dei due marò avrebbe potuto aiutare la realizzazione del sogno della figlia di uno di loro, Massimiliano Latorre: Giulia, che come altre migliaia di ragazzi si è presentata al provino con la speranza di varcare la soglia di quella vetrina televisiva che ha rappresentato il trampolino di lancio di diversi ex concorrenti, una volta usciti dalla casa promossi dall’anonimato (o quasi) alla fama spettacolare.

Niente da fare, invece: la diciannovenne figlia del fuciliere di marina detenuto in India da oltre due anni, all’ultimo minuto non ce l’ha fatta a rientrare nel cast della tredicesima edizione del programma che debutterà lunedì, in prima serata, sulla rete ammiraglia Mediaset, con Alessia Marcuzzi ancora una volta al timone della conduzione: per lei giusto l’onore delle armi del riconoscimento di indubitabili doti umane e pregi televisivi.

«Non era il caso di prendere la figlia di un Marò in attesa di essere giudicato in India. È una vicenda troppo delicata, noi non speculiamo su certe cose», ha raccontato a La Repubblica il capo degli autori del Grande Fratello, Andrea Palazzo.

Peccato: dopo la fugace partecipazione al Festival di Sanremo di Vania Ardito e Paola Moschetti, le compagne dei due Marò Latorre e Girone, l’entrata di Giulia nella casa mediatica spiata dalla telecamere di Canale 5 avrebbe contribuito a tenere accesi i riflettori – e alta l’attenzione pubblica – sul complicato caso diplomatico-internazionale su cui anche il neo premier Renzi ha garantito impegno in prima persona. Niente da fare invece: e la bocciatura spettacolare al casting online di Giulia diventa l’ennesima occasione perduta. Un’occasione che in passato i selezionatori dei provini non hanno negato ad altri personaggi, “noti” a diverso titolo e in misura differente: uno per tutti Augusto De Megni, conosciuto alle cronache – già prima della vittoria di una passata edizione del format – perché vittima all’età di dieci anni di un sequestro organizzato dall’Anonima sarda, durato 110 giorni, dall’ottobre del 1990 al gennaio del ’91.

Una scelta autoriale, insomma, quella vantata oggi dal Grande Fratello, che stupisce un po’, soprattutto se applicata a un’edizione del format come quella sta per inaugurarsi, ostentatamente politically correct, che vanta tra gli inquilini televisivi un “vu cumprà” senegalese, una ex modella a cui è stato amputato un braccio, una coppia gay, un’ex obesa e un giovane contadino. Un’edizione in cui, cioè, è compresa e celebrata tutta la gamma delle “diversità” possibili: dalla disabilità all’omosessualità, passando per i nuovi immigrati. Tutti riconosciuti come particolari “casi umani”, evidentemente più “appetibili” e telegenici di quello della figlia di un militare in attesa di giudizio, detenuto da davvero troppo tempo, in un Paese straniero…