Un sindaco renziano fa girare un video hot in Comune e il Pd lo processa

Un video osé girato negli uffici del Comune di Nichelino scatena una furibonda bagarre all’interno del Pd. E a finire nella graticola è il sindaco Pino Catizone, esponente di punta del Pd piemontese e soprattutto uno degli uomini più vicini al segretario nazionale Matteo Renzi che ha avuto la malsana idea di far girare in Comune un video che le donne del Pd considerano un’offesa alla dignità della donna. Il video della canzone It’s up to me di Dj Angyelle con Cladì e Curio 247 mostra, infatti, la cantante con un minivestito e stivali sopra il ginocchio entrare in Comune e accolta da un’impiegata che ascolta musica in cuffia. La donna, con spacco d’ordinanza, cerca poi di sedurre il sindaco (un attore molto stereotipato con tanto di sigaro in bocca), accanto ai gonfaloni del Comune e alla foto del presidente della Repubblica, con una danza sexy sul tavolo delle riunioni. Non mancano le impiegate-attrici immortalate mentre si dipingono le unghie o ascoltano la musica, e gli uscieri tutti intenti a riprendere le gambe delle donne. Il solito cliché. Il video dell’autrice musicale Angela Laruccia impazza sulla rete con oltre centomila contatti. E crea disagio e imbarazzo nel Pd. «La clip – sottolinea Catizone – è una satira contro la cattiva politica, perché mostra tre personaggi, lo sbruffone, la donna e il vecchio, che stanno facendo percorsi diversi, nessuno dei quali limpido, per diventare sindaco. Ma nel video non sono svergognati tutti i sindaci bensì solo quel tipo di sindaci. E non vi si offendono le donne né le lavoratrici, delle quali ho il massimo rispetto». L’iniziativa però non è per nulla piaciuta alle donne dem. Per la deputata, Anna Rossomando, «non si tratta di censurare alcunché, tanto meno la libera espressività artistica, ma se vogliamo che le nostre sedi istituzionali siano rispettare dai cittadini, non possiamo di certo trasformarle in un boudoir». Lucia Centillo, portavoce della Conferenza regionale delle democratiche, in una lettera aperta a Pino Catizone chiede «il ritiro del video clip girato nei locali del Municipio perché oltraggioso della dignità della donna e delle attività del personale della pubblica amministrazione e di ruoli istituzionali. La mercificazione del corpo femminile e approcci di tipo sessista sono da considerarsi una lesione della dignità della donna, anche quando l’intenzione presunta è semplificabile o assimilabile a forme di satira o di comicità». Centillo annuncia l’intenzione di sollecitare l’intervento del presidente dell’Anci Piero Fassino, del segretario piemontese del Pd Gianfranco Morgando e di quello torinese Fabrizio Morri. L’appello di Lucia Centillo è stato sottoscritto da diverse esponenti del Pd.