«Un calcio nel sedere a chi non vende i nostri prodotti». Purtroppo non è un ministro italiano…

«Un bel calcio nel sedere a chi non vende prodotti Made in France». È la ricetta del ministro francese per il Rilancio Produttivo, Arnaud Montebourg, noto per la sua battaglia in difesa della produzione nazionale. Obiettivo, rilanciare l’industria in un Paese sempre più colpito dalla crisi e dalla concorrenza internazionale. In visita alle aziende tessili della zona dei Vosgi, Montebourg, che alcuni non esitano a accusare di protezionismo, ne ha approfittato questa volta per puntare il dito contro la grande distribuzione, che a suo parere non vende abbastanza prodotti francesi. Come sanzione, dice il ministro-patriota, ci vorrebbe «un bel calcio nel sedere che a volte è meglio di tutte le leggi». Già in passato, il focoso ministro del governo di Francois Hollande – che una volta posò per la copertina del Parisien Magazine vestito da marinaretto, il tricolore francese alle spalle, e un frullatore Moulinex sottobraccio per promuovere la produzione nazionale – ha chiesto ai supermercati di creare appositi reparti “autarchici”, esclusivamente riservati alle merci nazionali. Tanto da suscitare perplessità da parte di Bruxelles. «Il signor Montebourg – disse una volta il commissario Ue al commercio, Karel de Gucht, intervistato dal Figaro.fr – si schiera contro la globalizzazione, è protezionista, ed è una scelta. Ma il suo ragionamento non sta in piedi. La Francia non può rimescolare da sola le carte del commercio mondiale». Del resto, aggiungeva de Gucht, le aziende francesi «hanno più successo all’estero che in patria». Appena pochi giorni fa, l’attivissimo ministro, che alcuni paragonano a Colbert, il ministro di Luigi XIV, ha chiesto di eliminare la direzione generale per la Concorrenza della Commissione Ue. «Non abbiamo bisogno dei talebani del diritto della dg Concorrenza: va smantellata d’urgenza», ha dichiarato all’European American Press Club. Poi, citando Cina, Stati Uniti, Corea del Sud e Brasile ha aggiunto: «La Commissione Ue, che applica il regime più severo e pignolo del mondo non ha capito che la globalizzazione (…) mette davanti alle imprese europee Paesi che autorizzano aiuti massicci (…) per finanziare il rinnovo industriale e tecnologico». Da parte sua, il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, si è difeso di recente dagli attacchi del ministro. Montebourg – ha detto lo spagnolo al quotidiano Le Monde – «è un partigiano del nazionalismo economico. Una cosa che proprio non mi piace». «Bisogna ricordarsi della storia per fermare certe idee nazionaliste, nel momento in cui l’Europa commemora i 100 anni dell’inizio della Prima Guerra Mondiale».