Ucraina, rivoluzione o golpe? La Timoshenko liberata diretta alla volta di Kiev

Rivoluzione o colpo di Stato? Quello che sta accadendo in Ucraina non è facile da decifrare, l’unica cosa certa è che la rivolta di piazza è stata accompagnata da eccessi che abbiamo visto in altre “rivoluzioni” eterodirette dall’estero. La verità è che l’Ucraina, dai tempi dell’Urss, è sempre stata spaccata in due: ossia tra filo-russi e anti-russi. E qui si mischiano ulteriormente le carte, perché tra gli anti-russi c’è chi è per l’Europa e chi è per il nazionalismo ucraino, e tra i filo-russi c’è chi è per Putin e chi comunque vorrebbe conservare una certa autonomia da Mosca. In ogni caso, una rivoluzione c’è stata a Kiev: elezioni anticipate il 25 maggio e impeachment per il presidente Viktor Ianukovich (filo-russo) che è stato accusato dal Parlamento di aver violato i diritti dell’uomo e di conseguenza è stato fatto decadere dall’incarico di capo di Stato. E la pasionaria Julia Timoshenko, ex leader degli arancioni di Yuschenko, dopo un primo annuncio poi smentito, avrebbe lasciato l’ospedale di Kharkiv in auto e ora è libera, e anzi si starebbe dirigendo vero la piazza di Kiev per incontrare i dimostranti. Intanto il braccio destro della Timoshenko, l’ex capo dei servizi segreti Oleksandr Turcinov, già eletto presidente del parlamento poche ore fa, è stato anche eletto premier ad interim con 314 voti a favore. Un altro politico vicino alla della Rivoluzione arancione, Arsen Avakov, è invece stato eletto nuovo ministro dell’Interno ad interim. Subito dopo il Parlamento aveva votato la liberazione immediata della Timoshenko. Tuttavia, per i deputati orientali  e meridionali ucraini fedeli a Ianukovic, riuniti a Kharkiv, città al confine con la Russia, dove dovrebbe essere anche Ianukovich, «il Parlamento di Kiev non è legittimo». Intanto già dalle prime ore del mattino il presidente Ianukovich ha lasciato Kiev e il suo fedelissimo, Volodimir Ribak si era dimesso da presidente del Parlamento. Dimostranti, come si accennava, hanno fatto irruzione nella sede presidenziale prendendo il controllo. Parlando a una tv locale Ianukovich ha denunciato il colpo di Stato, annunciando che non si dimetterà. E mentre da Bruxelles si manifesta una certa soddisfazione per la piega che stanno prendendo le cose, a Mosca c’è malumore: «L’opposizione ucraina non ha tenuto fede a nessuno degli impegni presi, ma avanza nuove richieste piegandosi a estremisti armati le cui azioni costituiscono una minaccia diretta alla sovranità della Ucraina», afferma il ministero degli Esteri russo. In mattinata il ministro aveva denunciato l’attacco a un pullman di turisti bielorussi nella regione di Rovno, in Ucraina occidentale, facendo appello a garantire la sicurezza dei civili. Sempre in mattinata, un’assemblea degli effettivi delle forze dell’ordine ucraine ha dichiarato di servire il popolo e di condividerne il desiderio di rapidi cambiamenti, annunciando in pratica che non interverrà con la forza per sedare le manifestazioni. «La dittatura è caduta»: sono le prime parole di Julia Timoshenko, appena liberata, postate sul sito internet del suo partito. La Timoshenko è una delle donne più ricche del mondo, la sua fortuna l’ha fatta con il gas russo. Stava scontando una condanna a sette anni di reclusione per malversazione di fondi pubblici, in quanto il tribunale giudicò che aveva stipulato un contratto troppo oneroso per l’Ucraina.