Tra i Radicali volano gli stracci. La bocciatura di Emma? Per qualcuno è tutta colpa di Pannella

Un comizio in piazza per protestare contro la bocciatura di Emma Bonino. È psicodramma tra i Radicali che hanno scelto la maniera più plateale (comizio a Largo Argentina, a due passi dalla sede del partito, dalle 17,30) . L’ex ministro degli Esteri «saluterà tutti quelli che l’hanno aiutata», annuncia una nota, ma il leader dei Radicali, Marco Pannella lascia intendere che Emma si si toglierà i suoi sassolini dalla scarpa. L’ex responsabile della Farnesina ha fatto capire di essere caduta dalle nuvole. «Perché mi hanno fatta fuori? Io davvero – ha detto al Corriere della Sera – non lo so. Nessuno mi ha avvertita. Non mi ha chiamata nessuno. Io non sapevo assolutamente nulla», si è sfogata al telefono, con «un tono di voce che, eufemisticamente – scrive l’intervistatrice – si potrebbe definire di forte arrabbiatura». Un’ira e uno stupore che non sono giustficati vista la sequela di insulti rivolti dai Radicali a Matteo Renzi in questi giorni, dopo la caduta del governo Letta. «Seguo l’attività e i testi di Renzi – ha detto Marco Pannella – con lo stesso tipo di interessamento e di partecipazione con cui si assiste ad una partita di calcio balilla. Il salto nel buio significa oggi un vuoto che incontra melma e putrefazione».

Non è un caso che la più pesante bastonatura nei confronti della coppia Bonino-Pannella, arrivi proprio dall’interno del partito. «Detesto i piagnistei ipocriti del giorno dopo. La non riconferma di Emma Bonino è un aborto voluto, voluto dai radicali». A dirlo Silvio Viale, presidente del Comitato Nazionale di Radicali italiani e consigliere comunale a Torino, che ha espresso «indignazione nei confronti del modo con cui i radicale hanno remato contro Emma Bonino. Se si pensa che il governo Renzi sia un “salto nel buio con melma e putrefazione” come campeggia tuttora sul sito di Radicali italiani, bisognerebbe esprimere soddisfazione per esserne fuori». Una contraddizione che non è sfuggita a molti utenti della Rete, che hanno postato un’altra incongruenza dei Radicali. Sui Social network rimbalza infatti un quesito: «Un partito che esprime lo 0,2 dei consensi come può pretendere di avere un ministro?». Domanda alla quale gli stessi Pannella e Bonino non hanno ancora dato una risposta.