Tolkien voleva tagliare la scena d’amore tra Aragorn e Arwen. Qual era la coppia ideale secondo il creatore degli Hobbit?

Il poeta inglese Wystan Hugh Auden consigliò allo scrittore britannico J.R.R. Tolkien di eliminare dal Signore degli Anelli la storia d’amore tra l’elfa Arwen e Aragorn, ritenendola superflua, e in un primo momento l’autore pensò davvero di cassarla.  È quanto rivela una lettera inedita dello stesso Tolkien che sarà battuta all’asta dalla casa Bonham’s a Londra il prossimo 19 marzo, stimata tra 6000 e 8000 sterline.

E non è un mistero, del resto, che l’inventore degli Hobbit e della saga dell’Anello fosse poco interessato a quel tratto distintivo del Medioevo rappresentato dall’amor cortese e allo stesso tempo che non considerasse l’intreccio amoroso essenziale per sviluppare le sue narrazioni. In perfetta sintonia, del resto, con la sua passione per le saghe nordiche e in particolare per il Beowulf. Gesta guerriere, dunque, e non languidi baci. Né si troverà in Tolkien l’immagine della donna che spiritualmente eleva il suo cavaliere; non c’è posto, insomma, per una Beatrice dantesca; né per una Ginevra arturiana. Le donne sono relegate a ruoli minori (si potrebbero definire “complementari” alla narrazione) e in questo le pagine tolkieniane rispecchiano lo stile di vita del loro autore, legatissimo a sua moglie Edith ma assorbito prevalentemente dallo studio, dalla scrittura e dai circoli letterari esclusivamente maschili in cui si confrontavano idee sulla religione, sui miti, sull’arte come sub-creazione.

Prendiamo Eowyn, l’eroina più amata e sfortunata del capolavoro di Tolkien: ama Aragorn ma non è da lui corrisposta. L’unione con il capitano Faramir sarà una soluzione di “ripiego” con la quale Eowyn rinuncia alle sue ambizioni guerriere e ai suoi ardori romantici. In fondo Eowyn – che pure fu scelta dalla ragazze di destra alla fine degli anni Settanta come simbolo di un femminismo alternativo a quello egualitarista e di sinistra – è una “sconfitta”. E Arwen è solo simbolo, metafora sublimata, di una femminilità iperuranica. L’amore come lo concepisce Tolkien è ben esemplificato dalla coppia semplice e tranquilla di Sam Gamgee e Rosa Cotton. Tredici pargoli nasceranno dal loro matrimonio per crescere, ridere, ballare e fumare erba pipa tra i verdi prati della Contea. Un amore molto rassicurante e molto “borghese”, senza fremiti romantici né rapimenti mistici. Un amore che è la fotografia di quello vissuto con Edith. La sua “Luthién” (così c’è scritto infatti sulla tomba della moglie di Tolkien). Poteva bastare la letteratura a trasfigurare la quotidianità in uno sfavillante sogno consolatorio. È così che Tolkien ed Edith diventano Beren e Luthién, i due amanti del Silmarillion.