Sulla giustizia basta scontri. La promessa di una riforma entro l’estate (con pene più severe per i pirati della strada)

Sulla giustizia lo scontro ideologico andato avanti per 20 anni ha portato a posizioni “calcificate”: lo ha afferma Matteo Renzi parlando in aula al Senato e annunciando un pacchetto organico di revisione che va dalla giustizia amministrativa a quella penale. Al riguardo, il presidente del Consiglio fa l’esempio del drogato o dell’ubriaco che provoca un incidente stradale mortale ricevendo una sanzione simile a quella di un semplice furto: “Tutto questo va cambiato”, dice Renzi. 

E annuncia che a giugno il governo proporrà al Parlamento una revisione complessiva del sistema giudiziario. “Credo che sia arrivato il momento di mettere nel mese di giugno… all’attenzione di questo Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente”. “Parto dalla giustizia amministrativa, siamo un Paese in cui lavorano di più negli appalti pubblici gli avvocati che i muratori”, ha aggiunto. Quindi ha fatto l’esempio di Lorenzo Guarneri, ucciso nel 2010 in un incidente stradale. Ha invocato una risposta della politica rispetto alle pene troppo lievi che vengono inflitte ai pirati della strada. Il tema della certezza della pena è sicuramente uno degli aspetti più evidenti del cambiamento di passo del linguaggio di Renzi rispetto al mondo della sinistra. Una sottolineatura che non è sfuggita agli avversari del centrodestra.

”Ogni giorno – ha commentato Barbara Bendettelli (FdI) – muoiono sulle nostre strade 11 persone. Undici famiglie vengono condannate all’ergastolo del dolore e all’abbandono da parte di un sistema sociale e giudiziario che preferisce avere maggiore riguardo per i rei. Spero che nella visione di cui parla Renzi  ci sia anche quella di una giustizia con la G maiuscola, in grado di guardare tutti gli attori del reato e di mettere su un gradino più alto le vittime e il bene della vita”.