Sui romani la stangata dei pedaggi. Ma c’è Marino e il Pd non protesta più

L’aumento dei pedaggi fa notizia solo se, con una certa ipocrisia politica, è possibile montare un “processo” contro il centrodestra, salvo poi evitare di dire che l’imputato è stato completamente scagionato per non aver commesso il fatto. Per averne una prova basta rileggere le dichiarazioni di fuoco contro Alemanno quando ci fu un piccolo aumento ai varchi, di cui l’allora sindaco di Roma non aveva alcuna responsabilità: una gogna mediatica, con Zingaretti che faceva ricorso al Tar. Ora gli aumenti sono stati più corposi ma nessuno ne parla, la sinistra si è chiusa nel silenzio, la notizia è passata quasi inosservata, forse perché il sindaco si chiama Ignazio Marino, è “uno di loro” e non bisogna rovinargli il sonno. Le autostrade che arrivano con le loro bretelle fin dentro la Capitale sono aumentate a dismisura e sulle tratte che da Roma portano all’Aquila si sono avuti picchi di rincari superiori all’8%. Tanto da far diventare la Strada dei Parchi tra le più colpite d’Italia. Tenendo conto che a novembre l’inflazione è salita dell’0,7% l’aumento del pedaggio è stato pari a oltre dieci volte il carovita. Un aumento che sta penalizzando soprattutto i romani che vivono nell’area est della capitale al di fuori del Grande raccordo anulare e chi arriva dall’Abruzzo. Non solo, a questo si aggiunge il pagamento del pedaggio delle bretelle dell’A24 che vengono utilizzate dagli abitanti dei quartieri di Ponte di Nona, Lunghezza, Settecamini, tanto per citare qualche esempio. Un pendolare che lavora cinque giorni su sette e che abbia tre settimane di ferie l’anno, per il solo pedaggio sborsa 539 euro annuali da Ponte Di Nona. Lo stesso pendolare, da Lunghezza, arriverebbe a pagare addirittura 735 euro all’anno. Una situazione insostenibile considerando che le uscite di Ponte di Nona e di Lunghezza sono parte del Comune di Roma.  E proprio su questo punto solo dopo specifiche richieste di chiarimenti l’Avvocatura del Campidoglio si è espressa affermando che i tratti urbani delle complanari della A24 non potranno essere a pagamento senza il beneplacito Roma Capitale. Ma di polemiche vere, con titoloni sui giornali, manco a parlarne. Meglio restare zitti, altrimenti si scopre il giochino.