Stalking all’università di Catania: il giudice vieta al professore di avvicinarsi alla dottoranda

Stalking all’università di Catania, per un’ossessione che un professore giustificava con la parola amore. Era diventato un incubo per una dottoranda, meno che trentenne, la morbosa e passionale attenzione che le riservava un collega affermato: un docente di 48 anni, di ruolo,

adesso indagato per atti persecutori nei suoi confronti. Una vicenda cominciata tre anni fa che è culminata con l’emissione di un’ordinanza cautelare del Gip che impone all’uomo il divieto di avvicinamento alla donna e la precisa prescrizione di non comunicare con la vittima in alcun modo. Il provvedimento è stato notificato al docente dalla polizia postale e delle comunicazioni di Catania, che ha eseguito le indagini. Per il prof è già scattato il divieto di avvicinamento alla giovane collega e dovrà resistere alla tentazione di affacciarsi a qualche stanza più in là dalla sua: quella dove lavora la dottoranda è infatti non lontana, nello stesso corridoio. Il tutto avviene nella facoltà di Catania dove la dottoressa si è laureata, specializzata e dove sta svolgendo un dottorato di ricerca finanziato da una borsa di studio. Sul professore trapela poco, soltanto che è sposato e che è uno stimato docente dal mondo accademico. Investigatori e Procura si trincerano dietro il riserbo, senza rendere noto neppure qual è la facoltà, per tutelare la vittima e impedirne l’identificazione. In facoltà, lei, intanto, continuerà a trovare chi ha denunciato per stalking, dopo un’escalation nella persecuzione, con attenzioni che piano piano sono diventate sempre più “pesanti” nei modi e nei contenuti. Tanto che quando la dottoranda ha chiuso ogni tipo di comunicazione lui ha cominciato anche a aggredirla verbalmente con e-mail e su Facebook, oltre a perseverare in pedinamenti e appostamenti. Inutili si sono rivelati gli inviti dei colleghi del docente che lo hanno sollecitato a recedere dal suo comportamento. Nulla lo ha fermato. E sono crescite, invece, l’ansia e la paura nella dottoranda che, dopo avere ricevuto lettere passionali con contenuti al limite della decenza, lo ha denunciato, perché la sua vita era diventata invivibile, tanto da costringerla a cambiare abitudini. Il prof e la dottoranda continueranno a frequentare la stessa facoltà: lui, incensurato, è stato però “ammonito” e messo alla “prova” dei fatti da parte della magistratura.