Sorpresa, La Lega ricomincia da Mao? Salvini: inizia la “lunga marcia” di liberazione dall’euro

Ironia della sorte: la Lega ricomincia da Mao? Incredibile, ma così sembra a giudicare dalle parole del segretario Matteo Salvini, che per descrivere l’avvio ufficiale del “Basta Euro Tour” del partito in vista delle elezioni europee utilizza un paragone che non t’aspetti nell’armamentario ideologico del Carroccio. Anzi, non immaginiamo nulla di più lontano. «Oggi parte la lunga marcia, quella che portò Mao a riconquistare il lavoro in Cina. Oggi noi partiamo da Milano, per riconquistare un’altra libertà». Il Grande Timoniere forse non è il punto di riferimento culturale più adatto per invocare un’Europa più equa e solidale e per contrastare i danni collaterali introdotti dall’euro. La lunga marcia di Mao fu una gigantesca ritirata militare intrapresa dall’esercito comunista per sottrarsi, nel 1934, al “quinto accerchiamento” da parte delle truppe del Kuomintang agli ordini di Chiang Kai- Shek. L’esercito impiegò 370 giorni, percorrendo oltre 10 mila chilometri, per attraversare 11 province. Gli uomini di Mao raggiungeranno lo Shaanxi il 20 ottobre 1935, stabilendo a Yan’an il quartier generale del Partito comunista cinese. Alla fine della marcia solo 4.000 risulteranno sopravvissuti agli stenti, ai bombardamenti aerei e alle continue battaglie con le forze nazionaliste. Con tutta simpatia e ironia speriamo vivamente che il “Basta Euro Tour” non abbia questi costi umani… Ma soprattutto consigliamo a Salvini un ripasso di storia, capitolo maoismo. Si accorgerà del paragone “avventato” tra le risposte che la Lega vuole dare alla crisi e le ricette economiche che il comunismo cinese mise in essere attraverso un apparato di coercizione e di repressione legato alla burocrazia di Stato. Termini che dovrebbero far venire l’ortigaria a uno come Salvini…