Roma, scuola dell’infanzia e nidi nel caos. Tagli degli orari e dei maestri: così l’assessore di Marino mette in ginocchio maestri e famiglie

Il pianeta della scuola dell’infanzia della capitale è letteralmente in subbuglio per le ultime scelte dell’assessore Alessandra Cattoi, collaboratore di vecchia data del sindaco Marino,  sulla riorganizzazione degli orari e la riduzione di maestri e operatori. Nel piano di riordino, che ha messo sul piede di guerra gli insegnanti scesi in piazza il 18 febbraio, infatti si prevede per il prossimo anno una restrizione dell’accoglienza dei nidi che ridurranno l’orario chiudendo i portoni alle 14,30 e delle scuole dell’infanzia (dalle 18 alle 16,30) creando disagi alle famiglie e nuovi disoccupati tra le file degli educatori. L’obiettivo dell’assessorato è quello di recuperare 106 operatori per aprire nuovi nidi a gestione diretta che non prevedono assunzioni  Mentre gli insegnanti hanno protestato davanti al comando della polizia locale del Comune contro il collasso e il taglio degli stipendi annunciato, l’assessore Cattoi ha provato a minimizzare assicurando che non ci saranno rischi per le retribuzioni. «Rassicurazioni che però lasciano il tempo che trovano – ha commentato Laura Marsilio, ex assessore alla Scuola della giunta Alemmano – visto che prosegue l’emergenza sostituzioni del personale insegnante, problema che la giunta di centrosinistra ha fronteggiato solo con palliativi ed alchimie inutili». Marsilio, insieme al consigliere d’opposizione Fabrizio Ghera (Fratelli d’Italia), ha puntato l’indice contro la riduzione dell’orario delle sezioni piccoli (da 0 a 1 anno) alle 14,30 (un “dettaglio” passato inosservto) , «un’idea senza senso poiché uscire alle 14.30 interromperebbe il momento del sonno ai bambini rendendo così l’ennesimo disservizio alle famiglie con politiche di sottrazione e non di espansione. Tale misura avrà anche un impatto negativo sul personale educativo, all’improvviso la Cattoi decide di recuperare 106 educatrici, ossia posti di lavoro in meno, con il risultato di azzerare la qualità e trascurare il sostegno alle famiglie». Ma c’è dell’altro nella rivoluzione dell’assessore, capo indiscusso del cerchio magico di Marino, come risulta da un documento di Cgil,Cisl, Uil e Fp che fotografa la carenza cronica di supplenti nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido, ormai diventata insostenibile. C’è una scuola che ha denunciato 36 sezioni scoperte, ci sono classi di venti, venticinque bambini accorpate, problemi di sicurezza e di didattica. Tra le chicche dell’assessorato anche la scomparsa dell’esenzione per il terzo figlio, che ha provocato la reazione della Cisl, del Forum della associazione familiari del Lazio e di alcuni esponenti del Pd, come la vicepresidente della commissione Scuola. «Al di là delle belle parole suggeriamo al sindaco Marino e al suo assessore Cattoi di occuparsi in modo concreto del settore infanzia, valorizzare il personale, lavorare attivamente per riorganizzare i servizi tenendo in considerazione anche le forti implicazioni sociali», insistono Marsilio e Ghera, «è chiaro il tentativo di smantellare il sistema virtuoso della concessioni avviato, insieme all’espansione del settore pubblico, dalla precedente giunta di centrodestra».