Roma città chiusa, il prefetto ai turisti: non venite. E Marino ad agosto prometteva una “vera pulizia dei tombini”

Roma, città chiusa. Per la prima volta nella storia, la Capitale respinge visitatori e turisti. «Evitate di venire a Roma», avverte il prefetto Pecoraro, manco sotto al Colosseo ci fosse la peste di manzoniana memoria. Tutta colpa del maltempo. E delle infrastrutture che rischiano di collassare, già provate dall’acqua che viene giù – o su, a secondo della prospettiva – e che ha messo in ginocchio la città eterna. Ma non solo. Con un colpo di vanità, sei mesi fa, in pieno agosto, mentre la città sonnecchiava sotto la calura estiva, il sindaco Ignazio Marino si affacciò su Twitter per farsi un po’ di pubblicità a buon mercato. «Pronto il progetto di vera pulizia dei tombini – cinguettò il 27 agosto ai romani che stavano col sedere a mollo a Ostia – Lavoriamo perché un acquazzone non metta in ginocchio la città». Detto, non fatto. Si vede che il progetto è rimasto tale, chiuso in un bel cassetto della scrivania del sindaco. Qualche giorno fa, come tappi di champagne, sono iniziati a saltare, uno dopo l’altro, i tombini. Marino forse se n’è dimenticato di quel tweet. Non la Rete, però. Che ha iniziato a prendere per i fondelli il sindaco-ciclista: “#sottomarino”, hanno twittato in tanti con fulminante ironia. I romani de core, invece, hanno preferito il più grezzo consiglio: #marinosturaertombino.
Passata la piena fra molte trepidazioni, resta la figuraccia.Ora i pompieri avvertono. «La situazione a Roma sta lentamente migliorando». E, perfidi, sottolineano «…grazie alla tregua concessa dalla pioggia e al lavoro dei Vigili del Fuoco». Tiè.
La paura ha fatto novanta anche a Fiumicino dove alcune migliaia di abitanti di buona parte dell’Isola Sacra, a Fiumicino, messa in ginocchio da quattro giorni di allagamenti non hanno chiuso occhio tutta la notte: non ha mai smesso infatti di piovere rendendo ancora più difficile la situazione.
Dalle 19 di ieri sono comunque entrate in azione, e lo sono tuttora, le autopompe dell’Esercito, arrivate su decisione del Prefetto dopo la richiesta del sindaco Esterino Montino, e che si sono aggiunte a quelle già operative sul territorio, per rafforzare il sistema di pompaggio sui canali di bonifica, l’elemento che desta la maggiore preoccupazione.
I militari hanno dapprima posizionato le autopompe all’impianto delle pompe idrovore del Consorzio Tevere e Agro Romano, proprio a ridosso dei canali, e poi sul quadrilatero dell’Isola Sacra tra via Costalunga, via Castagnevizza, via Trincea delle Frasche e via Passo Buole cercando così di contenere la massa d’acqua che sta mettendo a dura prova il territorio.