Renzi (in pigiama) pubblica foto da Palazzo Chigi e prepara l’abbuffata di sottosegretari amici e trombati

“La finestra sul cortile” è uno dei più famosi film di Alfred Hitchock in cui un uomo osserva vicende (e delitti) di sconosciuti dirimpettai. Ma da questa mattina è anche il titolo di una sceneggiata renziana nella quale il premier fa sapere (probabilmente in pigiama, o almeno si spera) di essersi svegliato all’alba (prima delle 7) per salvare l’Italia, con tanto di foto delle vetrate di Palazzo Chigi scattata dalla sua residenza privata. Il presidente mattiniero, è il messaggio subliminale lanciato alle masse che – nell’idea del premier – all’alba si collegano su Internet invece che dedicarsi alle abluzioni mattutine, al caffé e alla preparazione dei panierini dei figli. Ma tant’è, abituiamoci alla nuova comunicazione in stile grillin-buonista. L’immagine delle finestre di Palazzo Chigi, in bella mostra su Twitter, apre una giornata nella quale l’ex sindaco di Firenze proverà a incassare un risultato politico fondamentale, come il possibile sostegno dei dissidenti grillini, ma anche la “quadra” della squadra di governo che dovrebbe arrivare al termine del valzer delle poltrone di sottosegretario. Una cinquantina, a quanto pare, con la solita abbuffata di inutili incarichi distribuiti col Cencelli tra politici trombati alle ultime elezioni o lasciati a piedi dal precedente governo. E si questo piano difficilmente Renzi potrà tenere fede ai suoi propositi twitteriani, come il “#cambiaverso” o “#lavoltabuona”. Almeno a giudicare dai nomi.

In quota Pd – circa 25 unità – viaggiano verso la conferma Lapo Pistelli agli Esteri e Pier Paolo Baretta all’Economia, così come Sesa Amici che, assieme a Sabrina De Camillis potrebbe affiancare Maria Elena Boschi ai Rapporti con il Parlamento. Verso la conferma anche Giovanni Legnini (che potrebbe tenere la delega all’Editoria o “traslocare” in via XX Settembre) e Erasmo D’Angelis, che tuttavia potrebbe essere trasferito dal ministero delle Infrastrutture. Tra i probabili nuovi ingressi, sempre in fila dem, si fanno da giorni i nomi di Emanuele Fiano all’Interno e dei renziani Simona Bonafé, David Ermini e Matteo Richetti. Nella rosa dei possibili sottosegretari sembra essere entrato anche Bruno Tabacci, del centro democratico. In salita le quotazioni del presidente del Consiglio comunale di Firenze, Eugenio Giani, amico di Renzi, mentre tra gli outsider, restano in gioco Ivan Scalfarotto (all’Istruzione) e Antonello Giacomelli (all’Editoria o alla Cultura) con un possibile ritorno anche di Cecile Kyenge, uscita dal precedente governo ma che il Pd vuole assolutamente recuperare. Ancora in bilico, invece, la nomina di un esponente della corrente lettiana del Pd. In quota si parla di un ritorno di Nunzia De Girolamo, con le conferme degli alfaniani Luigi Casero all’Economia a Gioacchino Alfano alla Difesa. E alla Difesa potrebbe approdare anche il generale Domenico Rossi in quota “Per l’Italia”, ma in lizza ci sarebbero anche Mario Mauro, Sandro Gozi e Enzo Moavero, con Mario Giro verso la conferma agli Esteri e Angela D’Onghia come possibile outsider. Nell’Udc restano alte le quotazioni di Roberto Rao alla Giustizia così come quelle del “sempreverde” Benedetto Della Vedova (Sc) all’Economia, rotto ormai a qualsiasi governo e sostegno politico, da Pannella a Berlusconi, a Fini, a Monti, a Letta, fino all’attuale endorsment renziano.