Renzi dà l’avviso di sfratto a Letta: «Il 20 febbraio decideremo sul governo»

Suonano come una sorta di avviso di sfratto le parole pronunciate da Matteo Renzi in chiusura della Direzione del Pd: «Vogliamo cambiare schema? Non ho alcun problema a raccogliere l’invito a dedicare una riunione di direzione  ad hoc al rapporto tra Pd e governo.

Disponibilità totale ad affrontare da parte del Pd un giudizio su quello che sta facendo il governo in una logica di franchezza e trasparenza che per primo ho chiesto al presidente del Consiglio». La data fatidica è fissata per il 20 febbraio, giorno in cui si riunirà nuovamente la Direzione del Pd. L’incontro non servirà a definire il   Jobs act, come previsto dal programma, bensì – annuncia Renzi –  «a fare chiarezza su quel che pensa il Pd» dell’esecutivo Letta. Il premier è avvisato.

Nel corso dei lavori dell’organismo dirigente di largo del Nazareno era emerso chiaramente che Renzi e  Letta continuano a parlare due lingue diverse. Il primo a lanciare la sfida era stato il segretario : «Se Letta ritiene che ci siano delle modifiche da porre, affronti il problema nelle sedi istituzionali e giochiamo a carte scoperte».

Prendendo a sua volta la parola, Enrico Letta non ha raccolto la provocazione del segretario, ma ha fatto chiaramente intendere che non ci sta a farsi logorare: «Per il governo galleggiare non è possibile, altrimenti i problemi non si risolvono». Il premier ha rivendicato i meriti del governo e ha posto l’accento sulla situazione economica del Paese: «È in parte superata la parte finanziaria della crisi, ma la fatica e il disagio sociale sono sempre lì. Resta una crisi sociale pesantissima». Di qui il tacito avvertimento a Renzi a non delegittimare l’azione del governo: «Abbiamo una grande opportunità nel 2014: uscire quest’anno dalla crisi sociale».  Da giorni aumentano le voci di un possibile cambio della guardia al governo tra Letta e Renzi. Una simile prospettiva sembrerebbe farsi largo tra i dirigenti dem più vicini al segretario. Il ministro Graziano Delrio, uno dei renziani più autorevoli, non conferma né smentisce: «Sono valutazioni che si faranno più avanti, credo».