Primarie da record, ora si va al congresso. Il logo di An nel nuovo simbolo di Fratelli d’Italia

Gli italiani hanno fame di politica. Lo dimostrano i numeri della partecipazione alle primarie di Fratelli d’Italia, le prime nella storia del centrodestra, nonostante la scarsa copertura mediatica dell’evento e la difficile collocazione temporale della chiamata al voto nel mezzo della nascita del governo Letta tra fiducie e consultazioni istituzionali. È questo il primo “verdetto” scaturito dalla consultazione popolare dello scorso weekend. «È un successo straordinario», ha tirato le somme Giorgia Meloni incontrando la stampa per fare il punto sulla due giorni appena trascorsa, «hanno votato 249.380 persone, delle quali 225.532 si  sono recate fisicamente alle urne e i rimanenti 23.848 lo hanno fatto online. È un grande risultato per un partito che i sondaggisti più generosi accreditano al 4 per cento se paragonato alle parlamentarie del movimento Cinquestelle, un partito del 25 per cento, che ha registrato 25mila votazioni sulla rete». Simbolo, grandi elettori  e paletti programmatici: queste le tre sfide affidate a iscritti e simpatizzanti. Ed è sul nuovo simbolo (scelto tra gli otto proposti sulla scheda) del partito fondato da Meloni, Crosetto e La Russa che si accendono i riflettori della stampa. Nessun diktat dall’alto, anche la grafica del nuovo logo, dopo la deliberazione della fondazione Alleanza nazionale di concedere a Fratelli d’Italia l’utilizzo del simbolo storico per le elezioni del 2014, è stata decisa dal basso. Due cerchi, l’uno dentro l’altro, con la scritta Fratelli D’Italia più in grande e, più in piccolo, quella di Alleanza nazionale. Il tutto corredato da una piccola fiamma tricolore in basso e da un cordoncino verde, bianco e rosso. «Rappresenta la sintesi tra il coraggio di Fratelli d’Italia e la tradizione del Msi», commenta un sorridente La Russa, per Giorgia Meloni è «la  migliore scelta che si potesse fare».

Avanti tutta verso il congresso nazionale (a Fiuggi  l’8 e il 9 marzo) dopo il “bagno di folla” delle primarie, reso possibile grazie all’organizzazione messa in campo (3000 volontari), dal tam tam corso sul web ma anche dal porta a porta sul territorio. Particolarmente efficace il meccanismo delle preferenze utilizzato per la scelta dei cosiddetti Grandi elettori (3150), i delegati al congresso nazionale. «I quattromila candidati messi in pista su tutto il territorio – sottolinea Fabio Rampelli – hanno dato vita a una competizi0ne appassionata e leale che ha generato un grande entusiasmo, c’è chi ha prodotto materiale “elettorale” chi ha formato gruppi sulla rete…». Gli elettori del centrodestra hanno dimostrato di voler scegliere direttamente i propri rappresentanti (mister preferenze è risultato Antonio Iannone, presidente della provincia di Salerno) dando un chiaro segnale sulla legge elettorale del quale Fratelli d’Italia intende farsi portavoce contro la riforma disegnata dall’Italicum, che del porcellum conserva proprio «la vergogna delle liste bloccate». A dare una panoramica dei numeri dell’impresa è Francesco Lollobrigida: quasi 400mila le schede tricolore stampate, circa 3000 i volontari impegnati, 801 i seggi elettorali in tutta Italia. Alla Campania va il primato della regione con più votanti (oltre 65mila) con Salerno città regina della partecipazione, seguita dal Lazio con il suoi 50481 votanti  di cui 20071 a Roma. Nel Nord e in Sicilia in pole position ci sono Torino e Messina.  Molto chiare anche le indicazioni di marcia scaturite dalle primarie delle idee: in una sezione della scheda elettorale ai partecipanti veniva anche chiesto di esprimere posizione su dieci temi caldi del dibattito politico (dall’euro all’immigrazione, dal made in Italy alle case chiuse, dalle riforme al quoziente familiare), già elaborati dal tavolo di Officina Italia, come ha ricordato Gianni Alemanno. Nove elettori su dieci hanno partecipato alla “scrittura” del programma, otto dei dieci quesiti hanno registrato un risultato quasi plebiscitario (oltre il 90 per cento il sì a favore dell’elezione diretta del capo dello Stato, del condono delle cartelle esattoriali,  del blocco dell’importazioni di merci che fanno concorrenza sleale all’Italia, del blocco dei flussi migratori finché la disoccupazione non sarà inferiore alla media europea, dello scarica-tutto sulla dichiarazione di redditi). Solo due quesiti hanno registrato una percentuale inferiore, ma sempre largamente favorevole (oltre il 70 per cento): quello sull’uscita dell’Italia dall’euro in caso di mancata rinegoziazione degli accordi europei e quello sulla regolamentazione della prostituzione. Particolarmente significativa la risposta degli elettori alla domanda  sulla scelta del candidato premier della coalizione. Il 94 per cento «pretende» le elezioni primarie come condizione necessaria per l’alleanza di centrodestra. «È un segnale importante come quello in materia di politica europea, da qui al congresso la nostra classe dirigente si dovrà confrontare in modo serrato –  dice Guido Crosetto – la nostra gente ci dice chiaramente che l’alleanza con il centrodestra non è scontata e non è a qualunque costo. Anche sull’Europa si apre una discussione importante sulle famiglie di appartenenza e sul Partito popolare europeo del quale faceva parte il Pdl».