Piazza della Loggia, assolto Zorzi. Nuovo processo per Tramonte e Maggi

Dopo quasi quarant’anni, undici sentenze e 900mila pagine prodotte si dovrà celebrare un nuovo processo d’appello a carico di Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, due degli imputati che erano stati assolti in appello per la strage di piazza La Loggia. Lo ha stabilito la Cassazione che ha accolto il ricorso della Procura generale di Brescia contro le due assoluzioni. La sentenza è stata accolta con le lacrime da parte dei superstiti e dei parenti delle vittime. «Meglio di così non poteva andare», ha detto cRedento Peroni, uno dei 103 feriti dalla bomba piazzata sotto il colonnato. Mentre esce definitivamente dal processo Delfo Zorzi, l’ex estremista di destra oggi imprenditore in Giappone. Nel suo caso la Suprema Corte ha respinto il ricorso della Procura generale e delle parti civili contro la sua assoluzione, che è quindi diventata definitiva. Durante la requisitoria il sostituto pg Vito D’Ambrosio aveva sostenuto che Maggi, in quanto capo di Ordine Nuovo nel Veneto, era stato ideatore e mandante della strage. Un’accusa che è stata respinta dal suo difensore, l’avvocato Ronco. «Maggi aveva una certa autorità ma non era il capo» di Ordine Nuovo, ha detto il legale durante l’udienza sottolineando che «nel ’73 dallo scioglimento di Ordine Nuovo si era creato un pulviscolo di realtà» e Digilio e Soffiati, ai quali la sentenza della Corte d’assise di appello di Brescia riconosce un ruolo nell’attentato al colonnato di Piazza della Loggia, «avevano una certa autonomia». Secondo l’avvocato Ronco, Digilio era «un esperto di esplosivi, che ha fornito armi in tutta Italia» mentre Maggi «faceva il medico».