Per i sondaggi europei FdI è al 6,6%. Rampelli: «Sono più liberi dai condizionamenti»

È un dato davvero inedito quello emerso a margine della conferenza stampa di Fratelli d’Italia sul risultato delle primarie. In un sondaggio di Poll Watch, istituto che lavora in ambito europeo, le intenzioni di voto per il partito sono al 6,6%. Mai nessun sondaggio italiano si era spinto oltre il 4%. Semmai si era arrestato a percentuali di poco superiori al 2%, esattamente come avvenuto anche oggi in una rilevazione di Datamedia ricerche per il quotidiano Il Tempo. L’istituto diretto da Natascia Turato è partito dalla fiducia per Matteo Renzi, nella sua nuova veste di premier, per arrivare poi a testare il gradimento sui singoli partiti. Secondo questa rilevazione, Renzi piace al 48% degli italiani, che però assegnano una maggioranza relativa dei voti al centrodestra. Come la scorsa settimana, in un voto ideale espresso in questo momento, la coalizione guadagnerebbe il 36,9% a fronte del 34% del centrosinistra, che beneficia davvero poco dell’avvicendamento a Palazzo Chigi: rispetto a sette giorni fa guadagna appena lo 0,3%. Nel dettaglio, nell’area di centrodestra, Forza Italia risulta stabile al 22,5%; il Nuovo Centro Destra arriva al 4,8%, guadagnando lo 0,1%; la Lega Nord resta stabile al 3,8%; Fratelli d’Italia – An al 2,2%; La Destra all’1%; l’Udc scende al 2,3%, perdendo lo 0,2%; gli altri assommano lo 0,3%. Nel centrosinistra, invece, troviamo il Partito democratico che si attesta al 30% (+0,2); Sel stabile al 3% e gli altri all’1%. Anche Scelta Civica è stabile all’1%, mentre il Movimento 5 Stelle fa segnare un +0,6% e arriva al 22,7%. Il 21 febbraio, quindi quando Renzi era  già presidente del Consiglio incaricato, è stata la Ixè, per la trasmissione Agorà di Rai3, a interrogare gli italiani. In quella rilevazione, nelle intenzioni di voto per una eventuale chiamata alle politiche, centrodestra e centrosinistra risultavano in perfetta parità al 35,2%. In particolare, nel centrodestra, FI era 21,7%, il Ncd al 3,6%, la Lega Nord 3,7%, Fdi-An 3%, l’Udc 2,1%, gli altri all’1,1%. Nel centrosinistra, il Pd era al 29,4%, Sel al 3,2% e gli altri del centrosinistra all’1%. Scelta civica, poi, era all’1% e il M5S al 23,7%. Il sondaggio di Ixè, inoltre, prendeva in considerazione anche le intenzioni di voto per le europee, che risultavano così ripartite: Pd al 27,6%; Sinistra unita per Tsipras al 7,2%; Scelta civica all’1%, FI al 22,4%; Ncd al 3,1%, Lega Nord al 4,8%, Fdi-An al 3,4%; Udc all’1,6%, M5S al 24,9%, Radicali allo 0,8%, altri partiti al 3,2%. Considerando che tutti i sondaggi prevedono un margine di errore per eccesso o per difetto del 3% e considerando anche lo scarto temporale tra le due rilevazioni, i conti tornano più o meno tutti. Non va allo stesso modo, però, se si prende in considerazione quel sondaggio di Poll Watch citato da Fratelli d’Italia nel corso della propria conferenza stampa. Lì, infatti, si registrano percentuali che si discostano da quelle dei sondaggi italiani un po’ più del margine d’errore previsto. Secondo l’istituto demoscopico europeo, infatti, il Pd sarebbe al 26%, Sel al 4,2%, Forza Italia al 18%, il Nuovo Centro Destra al 5,1%, la Lega Nord al 4,8% e l’Udc al 3,8%. Il dato più clamoroso, però, con quel 6,6%, è proprio quello della formazione di Meloni, Crosetto e La Russa che da oggi, in virtù del risultato delle primarie, può contare tra l’altro anche sul ritorno della fiamma nel proprio simbolo. Ma come è possibile una simile discrepanza rispetto alle percentuali dei sondaggi italiani? Una risposta ha provato a fornirla Fabio Rampelli, il deputato che ha “scovato” la rilevazione europea. «Questi dati emergono da un istituto che esce dal circuito italiano, estraneo quindi – ha sottolineato – al condizionamento dei grandi gruppi editoriali e dei partiti committenti».