Parte della sinistra si sente scavalcata da Meloni (FdI). Il governatore Rossi: sulle pensioni d’oro il Pd ha sbagliato

Sulle pensioni d’oro il dibattito è più vivace che mai. La proposta di Giorgia Meloni di istituire un tetto di 5000 euro lordi (3300 netti) alle pensioni è stata bocciata dalla Commissione Lavoro della Camera ma ora i partiti non ci stanno ad assumersi la responsabilità di un “no” impopolare (l’emendamento soppressivo del testo è stato presentato da Sergio Pizzolante, Ncd). E a sinistra la polemica è appena cominciata: come mai, si chiedono in tanti, un partito come il Pd che dovrebbe stare a fianco degli emarginati e delle fasce sociali più deboli, si fa scavalcare a sinistra dall’ex timoniera di Azione giovani Giorgia Meloni? Il disappunto emerge dalla dichiarazione del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, per il quale porre un tetto alle pensioni d’oro è giusto ed è necessario che il suo partito, il Pd, elabori “una sua proposta” e “non difenda le pensioni d’oro”. “Fissare un tetto alle pensioni pubbliche è giusto. Io non so – sottolinea Rossi in un post su Facebook – se la proposta di Giorgia Meloni, Fratelli d’ Italia, è tecnicamente corretta. Ma dire che 5000 euro (3300 netti) sarebbe un tetto troppo basso e che è demagogia suona come un insulto per la stragrande maggioranza dei pensionati e dei tanti poveri di questo Paese”. “Il Pd stia attento ed elabori presto una sua proposta ma non difenda le pensioni d’ oro, perché – rileva ancora il governatore toscano – questa volta rischia di rompersi davvero l’ osso del collo. Se vogliamo vedere il mondo dalla parte dei più deboli questa è l’ occasione per dimostrarlo”.